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Nuoro

Gadoni-Seulo, via libera ai primi carotaggi

Gadoni-Seulo, via libera ai primi carotaggi

GADONI. Iniziano i lavori di saggio del terreno nelle strade di Gadoni, centro ormai isolato a causa dei danni dei recenti temporali. L’amministrazione comunale ha dato il via ai primi carotaggi per...

30 maggio 2014
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GADONI. Iniziano i lavori di saggio del terreno nelle strade di Gadoni, centro ormai isolato a causa dei danni dei recenti temporali. L’amministrazione comunale ha dato il via ai primi carotaggi per la verifica delle condizioni del terreno sottostante la strada. Lo scopo è quello di verificare se vi siano le condizioni per attuare i primi interventi d'urgenza e così sistemare la sede viaria al fine di far riprendere la circolazione automobilistica in sicurezza anche se a scartamento ridotto.

Lo ha deciso l’amministrazione guidata da Antonello Secci, sindaco di frontiera che ha protestato a lungo contro il disinteresse nei confronti delle strade dell’interno. Le sue proteste hanno trovato poco ascolto: la Provincia non ha soldi, la Regione ancor meno e il patto di stabilità vincola tutti. Ma il sindaco gadonese non si è arreso e lavora, con la sua amministrazione a far sì che la strada riprenda vita. Per ora sono iniziate le verifiche tecniche. La ditta PS costruzioni di Desulo ha iniziato i sondaggi con una trivella, sotto la direzione tecnica dell’esperto geologo Gianni Dino Fadda di Desulo. Nei prossimi giorni il professionsita e la ditta provvederanno a riferire sullo stato dei luoghi.

Poi, si spera con l’aiuto delle amminisitrazioni superiori, inizieranno i primi interventi. Situazione simile anche a Desulo ove il primo cittadino Gigi Littarru, dopo aver scritto a Regione e Provincia, sta valutando interventi locali con risorse comunali. «In cassa c’è poco e nulla – dice il sindaco –, ma non posso permettere che il mio paese rimanga isolato. Abbiamo due frane sulla Desulo-Fonni completamente dimenticate. Mi auguro che non succeda nulla di grave. A qualcuno magari farebbe piacere che le zone interne si spopolassero definitivamente. Ma abbiamo combattuto troppo per stare in questi monti per farci cacciare via dall'indifferenza dei centri di potere».

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