La Nuova Sardegna

Nuoro

Trasparenza, la minoranza ricorre al Tar

Lotzorai, i consiglieri d’opposizione accusano: il sindaco ci nega l’accesso al protocollo informatico

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LOTZORAI. «Abbiamo amministrato con onestà e trasparenza avviando un percorso virtuoso che porterà il paese a crescere». A dirlo, lo scorso anno, nel momento della sua candidatura per bissare il mandato da primo cittadino, era Antonello Rubiu. Tornata elettorale superata e traguardo raggiunto, ma oggi a sconfessare il principio di trasparenza del sindaco lotzoraese ci pensa la minoranza consiliare. Lo fa presentando ricorso al Tar contro il diniego manifestato dal capo della maggioranza di concedere, ai consiglieri di opposizione, le credenziali per l’accesso al protocollo informatico, cuore pulsante del comune, crocevia di tutti gli atti posti in essere da qualsivoglia amministrazione.

Una richiesta che il gruppo di minoranza aveva ufficialmente presentato già da ottobre, «al fine di esercitare nel modo migliore possibile – si legge nel documento – il ruolo di consigliere comunale senza alcuna preclusione o limite». Un passaggio obbligato, sottolineano quelli di “Noi per Lotzorai”, vista le continue inottemperanze palesemente succedutesi: “dalle attese lunghe oltre cinque mesi per ottenere gli estremi e copie di documentazione indispensabile all’espletamento del mandato; alla mancata notifica di corrispondenza espressamente indirizzata alla minoranza”. E ricorso sia, se questo è l’unico modo per «venire a conoscenza dell’esistenza di quegli atti che saranno successivamente fatti oggetto di richiesta e visione e non quindi consultati autonomamente – precisano tra i banchi dell’opposizione – senza esplicita richiesta al funzionario incaricato».

Vie legali che seguono dritte dritte alla diffida protocollata nei giorni scorsi dagli stessi consiglieri e diretta a sindaco e responsabile del servizio. Oggetto di accusa è la mancata pubblicazione all’albo pretorio delle determinazioni relative agli ultimi cinque mesi. «Oltre a non trovarle pubblicate – fanno notare – non è possibile prenderne visione nemmeno presso gli uffici comunali. Nonostante le avessimo chieste più volte, siamo riusciti non senza difficoltà e ostruzione, a ottenere solo quelle relative ai primi sei mesi dell’anno. Non è ammissibile che decine e decine di atti stiano impegnando l’amministrazione, producendo effetti di natura economica e legale senza che vengano resi noti e, anzi, a esplicita richiesta da parte dei consiglieri comunali di prenderne visione, questo sia impedito». A oltre tre mesi dalla richiesta di accesso agli atti, la diffida «perché – ribadiscono dall’opposizione – cessi una sistematica gestione opaca e ostruzionistica che va avanti da troppo tempo». (c.c.)

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