La Nuova Sardegna

Nuoro

Marijuana, il nuovo business del crimine

di Giusy Ferreli
Marijuana, il nuovo business del crimine

Un anno di attività dei carabinieri. La fotografia di come è cambiato il Nuorese: dai sequestri di persona alle piantagioni

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NUORO. L’ultimo tentativo è stato bloccato sul nascere: un commando pronto a mettere a segno un assalto è stato intercettato sulla strada di Su Gologone a Oliena. L’incontro tra i carabinieri e i banditi è culminato in un conflitto a fuoco, che solo per un caso fortuito non si è tinto di sangue. Assalti ai furgoni portavalori e rapine in banca sono le nuove frontiere della criminalità nel Nuorese ma la vera emergenza è un altra: le piantagioni di marijuana.

Le tristemente note bande modulari specializzate nei sequestri di persone sono scomparse definitivamente dallo scenario della delinquenza sarda, sostituite in un lento ma inesorabile processo di “ristrutturazione” del crimine da altre realtà, non meno spregiudicate, che hanno individuato negli assalti ai blindati, nelle rapine e nella coltivazione di droga il nuovo business. Rimpiazzate da piccole imprese criminali che si dedicano alla coltivazione della canapa indiana in vaste estensioni di terreni comunali. Nuove generazioni di imprenditori del crimine, coltivatori diretti di canapa indiana che nel “duro” lavoro dei campi hanno intravisto possibilità di guadagno. Un lavoro particolarmente redditizio ma anche, e soprattutto, illegale. Stando agli ultimi sequestri eseguiti nel territorio dalle forze dell’ordine questa nuova tipologia di “contadini” è in continuo aumento. Questo, di fatto, è ciò che raccontano i numeri del Comando provinciale dei carabinieri in relazione alle attività di quest’anno. Attività di prevenzione e repressione compiute dai diversi settori dell’Arma, in prima linea nella lotta ai cosiddetti reati di natura predatoria (furti e rapine) e nel contrasto al consumo e allo spaccio di droga. Se sul primo versante sono stati denunciati 5.065 reati e sono 224 le persone arrestate, nel secondo fronte la voce più rilevante è quella del traffico di droga. Numeri importanti che la dicono lunga sul mercato di stupefacenti: 22 chili di cocaina, 2.2 di eroina, 6.700 di droghe sintetiche e ben 701 chili di erba sequestrati dai militari. Ma il dato che più fa riflettere è l’entità delle piantagioni finite sotto sequestro, molte delle quali coltivate con tutti i crismi in terre pubbliche, spesso dotate di ingegnosi impianti di irrigazione se non addirittura di sistemi di videosorveglianza. Sono 10.463 le piante di marijuana finite al macero dopo l’intervento dei militari del comando provinciale nuorese che hanno operato con i loro colleghi del nucleo cinofili dei Cacciatori di Sardegna di Abbasanta e del Nucleo elitrasportato di Olbia. Un altro campo nel quale i carabinieri hanno avuto il loro bel daffare è quello delle truffe, molte delle quali messi a segno utilizzando la rete e ai danni degli anziani.

Una criminalità che si trasforma quindi, che segue nuove regole ma che mantiene intatti alcuni aspetti.

Ciò che rimane dell’antico retaggio criminale è forse l’imprevedibilità di alcuni comportamenti. Almeno secondo l’analisi del nuovo comandante provinciale dell’Arma. Il tenente colonnello Franco Di Pietro è arrivato a Nuoro qualche mese fa ma si è già fatto un’idea. «In questi pochi mesi – ha sottolineato l’ufficiale – ho avuto modo di conoscere la vivacità del territorio. Il dato positivo è che non esistono associazioni criminali consolidate e radicate sul territorio». Si tratta di un aspetto che non deve indurre ad abbassare la guardia. «Se in altre realtà prima di attuare un qualsiasi delitto si deve aspettare l’assenso qui invece si ha l’impressione che possa essere compiuto da un momento all’altro» è il commento del comandante Di Pietro che in virtù di un osservatorio privilegiato, anni di impegno a Palermo nella lotta a Cosa a Nostra, ha trovato un termine di confronto.

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