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Sanità

Ospedale di Nuoro, emergenza operatori sociosanitari: «Due oss per 50 pazienti»

di Valeria Gianoglio
Ospedale di Nuoro, emergenza operatori sociosanitari: «Due oss per 50 pazienti»

Carena del sindacato Fials sollecita altri 89 contratti a tempo indeterminato

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Nuoro Una graduatoria con 292 nomi, 89 ancora da sistemare, a tempo indeterminato, e nel frattempo, per i posti mancanti, si attinge dai cantieri Aspal, con contratti precari. Il sindacato Fials lo denuncia senza mezzi termini: l’emergenza più stringente, dell’ultimo periodo, al San Francesco, è quella degli oss. Mancano in corsia, mancano soprattutto nei reparti più affollati che “sforano” spesso come rapporto pazienti-posti letto, come Medicina, mancano soprattutto in alcuni turni. L’unica soluzione che il responsabile del sindacato Fials del nord Sardegna e di Nuoro, Alessandro Carena, sollecita con forza, è: «Assumere mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso per operatori socio sanitari, e poi distribuire il personale di supporto prevalentemente nell’area Medica al fine di garantire una copertura in particolare nei turni notturni, ove l’oss è decisamente sottodimensionato al netto dei pazienti ricoverati».

Ma non solo emergenza oss, dice la Fials. Anche negli ultimi giorni – sottolinea Alessandro Carena, arrivano «ancora tante e innumerevoli segnalazioni giungono alla nostra segreteria Fials in merito al disagio oramai cronico nell’unitò operativa di Medicina del presidio San Francesco. Aumentano sempre più i pazienti ricoverati, il personale sempre sottodimensionato, carichi di lavoro oramai insormontabili, assistenza ai pazienti ai minimi storici e sicurezza degli operatori sanitari a serio rischio». Ed è qui, spiega il sindacato, che si inserisce la questione legata alla carenza degli oss. «Gli operatori socio sanitari in particolare – spiega – coloro i quali sono adetti all’assistenza di base e alla mobilizzazione dei pazienti, sono nei turni pomeridiani in due per 50 pazienti dei quali molti allettati e diversi, come ormai accade di routine, collocati nel corridoio senza i necessari presidi di supporto in barba alla privacy. Il numero in particolare di oss è adeguato per i 31 posti letto ma non per lo “sforamento” quotidiano di pazienti che ormai è intorno ai 50. Gli Ospedali di Comunità che avrebbero dovuto ridimensionare il sovraffollamento nelle unità di degenza non stanno garantendo il turnover necessario per avere un minimo numero di pazienti secondo i posti letto accreditati».

Giusto per fare un esempio concreto, legato agli ultimi giorni, la Fials segnala che «nel turno notturno del 21 ottobre non erano presenti gli oss a causa di due improvvise malattie non sostituite e nel pomeriggio del 22 ottobre presenti 2 oss nel turno pomeridiano con 50 pazienti. La risposta dell’azienda? La soluzione sarebbe stata quella di inviare i pazienti in esubero in altre unità operative in appoggio per snellire l’unità di medicina. A distanza di un mese dall’incontro con l’Azienda nessun risultato in merito». Ma la vera grande ultima emergenza, come sottolinea il sindacato, tocca l’organico degli operatori sociosanitari e le nuove assunzioni. «Allo stato attuale – spiega Carena – su una graduatoria di 292 oss, sono stati chiamati dalla graduatoria del pubblico concorso 203 oss, ci si continua a “cullarsi sugli allori” degli oss assunti dai cantieri Aspal con contratti precari, a breve scadenza con conseguente scarsa progettazione a lungo termine della gestione di chi garantisce l’assistenza di base a persone fragili con carico assistenziale elevato». 

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