Travolse e uccise Michela Sotgia, studentessa 19enne di Dorgali: i giudici gli negano lo sconto di pena
La Cassazione respinge il ricorso dell’automobilista che investì la giovane
Porcari (Lucca) Lo sconto di pena ottenuto in appello diventa definitivo. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di Giuliano Scivoletto, 39 anni, residente a Porcari, contro la condanna a 2 anni e 10 mesi inflitta nel giugno 2025.
In primo grado, nel luglio 2022, l’uomo era stato condannato in abbreviato a 3 anni e due mesi per omicidio stradale, con l’aggravante della fuga, e lesioni gravissime dopo aver travolto tre giovani sul lungomare di Marina di Pietrasanta, uccidendo una 19enne la notte di Halloween del 2018. Nel procedimento in appello, la mancanza di querela aveva fatto decadere due capi di imputazione. Di qui la riduzione della pena con la conferma dei reati principali.
La vittima, Michela Sotgia, 19 anni, originaria di Dorgali, studentessa di Fisica, era arrivata a Pisa qualche settimana prima della tragedia. I due amici che erano con lei, uno di Camerino e l’altro di Ostuni, anche loro diciannovenni e studenti universitari, restano feriti in maniera grave. La giovane morì il giorno dopo e i genitori autorizzarono la donazione degli organi. «Non mi sono accorto di nulla, pioveva» disse l’automobilista – negativo ai test su alcol e droga – agli inquirenti. La compagnia assicurativa della Seat Leon, guidata da Scivoletto, aveva risarcito il danno e il pagamento aveva escluso dal processo le parti civili. Nel ricorso in Cassazione, il 39enne, assistito dagli avvocati Marco Treggi e Federico Corti, aveva chiesto di valutare l’eventuale concorso di colpa dei tre giovani che avevano attraversato la strada – a suo dire non sulle strisce – invocando in questo modo un’attenuante specifica. Nel ricorso auspicava anche le attenuanti generiche considerata l’incensuratezza e la presentazione dai carabinieri per confessare l’episodio. Il no della Suprema Corte è arrivato su tutta la linea.
I giudici fanno notare che «l’incidente è avvenuto non in una stradina di aperta campagna, dove la presenza di un pedone sarebbe stata da considerarsi un fatto imprevedibile ed eccezionale, ma nel viale a mare sulla costa versiliese, la notte di Halloween, a poche decine di metri da una notissima discoteca». È un dato acquisito che l’attraversamento pedonale sia avvenuto sulle strisce o comunque a poca distanza dalle strisce. «Non vi è spazio per ipotizzare un concorso di colpa delle persone offese, con conseguente inapplicabilità della circostanza attenuante – ancora le motivazioni -. Nel caso in esame, la condotta delle persone offese non costituiva un fattore eccezionale e imprevedibile, bensì un rischio prevedibile che doveva essere governato dal ricorrente, usando la massima prudenza». La Seat Leon viaggiava sui 50 chilometri orari e non riuscì a evitare il gruppo di amici.
Dopo l’impatto mortale, Scivoletto era scappato per poi presentarsi la mattina seguente ai carabinieri. Anche su questo punto sono state negate le attenuanti generiche. Presentarsi a nove ore dai fatti, solo dopo che la sua auto era stata individuata, non merita sconti di pena.
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