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Olbia, aiuto ai migranti: polemica accesa sui social network

Il rimorchiatore che ha portato gli aiuti ai migranti sul mercantile Kreta
Il rimorchiatore che ha portato gli aiuti ai migranti sul mercantile Kreta

C’è chi benedice i soccorritori e chi mostra il lato razzista. Il sindaco: «Sostenere chi è in difficoltà è un dovere»

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OLBIA. L’intervento al largo di Tavolara in soccorso dei 400 migranti che avevano esaurito i viveri a bordo del cargo Kreta ha sollevato una marea di polemiche sui social network. Tema caldo, caldissimo, fra chi non smette di pensare che tutti gli uomini sono uguali e degni di essere aiutati e chi invece fa differenza e dunque l’aiuto lo meritano solo gli italiani, i sardi, il tuo concittadino. Stavolta a Olbia nella polemica ha sollevato la voce, in particolare su Facebook, chi pensa che occorre sostenere gli alluvionati e i sardi. C’è chi dice ad esempio: «Ai sardi un bel niente, razzismo nei confronti degli isolani». Chi addirittura: «E chi se ne frega, tanto fanno in fretta a recuperare i soldi con le multe». E chi sentenzia: «Scandaloso, spiegatelo agli alluvionati».

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Un coro di reazioni, per la verità, c ’è stato anche a favore dell’iniziativa. «Da mangiare e bere non si rifiuta a nessuno», o ancora «grazie Olbia per aver dato da mangiare e bere agli affamati e agli assetati».

Il sindaco è abbastanza contrariato per queste polemiche. «Intanto – dice Gianni Giovannelli – abbiamo eseguito quanto ci ha sollecitato la prefettura, a agito con il sostegno della Direzione marittima. Ma, al di là di questo, credo che sia un dovere oltre che una cosa che fa tanto piacere, aiutare chi è in difficoltà. I cittadini contrariati stiano tranquilli: per quei panini al formaggio Olbia non spenderà nulla, i soldi verranno restituiti dal governo».

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In ogni caso, l’intervento di questo tipo è un evento rarissimo per le coste olbiesi. Come sottolinea il contrammiraglio Nunzio Martello, commissario della Port Authority del nord Sardegna. «Siamo intervenuti prontamente – dice – trasportando il cibo grazie a un rimorchiatore del gruppo Onorato che è stato precettato. Detto questo, difficile pensare se e quando possa ricapitare qualcosa di simile. La nostra area non è interessata dai movimenti dei migranti. L’unica cosa che facciamo, come tutte le altre capitanerie italiane, e di mandare a rotazione una motovedetta nel Canale di Sicilia, per avere sempre un adeguato numero di unità navali in quella difficile area». (en.g.)

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