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Golfo Aranci, ricorso al Tar contro la chiusura del viadotto pericolante

Golfo Aranci, ricorso al Tar contro la chiusura del viadotto pericolante

Il ministero impugna il provvedimento del sindaco Mario Mulas e sostiene che il Comune non ha competenza in materia 

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GOLFO ARANCI. Chi deve intervenire per rendere sicuro (o eliminare) il cavalcavia pericolante che sorvola le case di Golfo Aranci? Saranno i giudici del Tar Sardegna a stabilirlo.

Il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ha infatti presentato ricorso contro l’ordinanza numero 15 del 12 aprile con la quale il sindaco Mario Mulas ha sbarrato, per questioni di sicurezza, il viadotto che conduce al porto e all’imbarco dei traghetti.

Il ministero non contesta la chiusura della strada, anche perché nessuno può prendersi il rischio di tenere aperta una infrastruttura priva di manutenzione, con evidentissimi segni di degrado, da anni al centro di esposti dei cittadini e di interrogazioni parlamentari.

Il ministero contesta solo di averne la responsabilità. «Il ministero – spiega Mulas – sostiene che, dopo averla costruita, ha trasferito l’opera al Comune. Aspettiamo il pronunciamento dei giudici e a quel punto sarà chiaro chi deve agire. Con il nostro legale, stiamo valutando il da farsi. In ogni caso, come sindaco sarò irremovibile sulla sicurezza: quella strada non può essere riaperta».

Non solo: Mulas vuole proprio buttarlo giù quel viadotto. Oltre che pericolante, è a dir poco inguardabile, un ammasso di cemento armato e ruggine che sfiora i tetti, retaggio di un’epoca in cui Golfo Aranci non pensava a se stesso come a una località turistica. «Deve andare giù, va abbattuta – ribadisce il sindaco –, non posso accettare una strada che passa sulla testa dei miei concittadini. L’attuale amministrazione comunale è sulla stessa posizione di quella precedente. Per quanto mi riguarda, spero che la decisione dei giudici sulla competenza degli interventi sia la più rapida possibile. Da questa chiusura, mi auguro a un tavolo aperto con Ferrovie e Ministero per decidere quale dovrà essere la nuova viabilità per il porto di Golfo Aranci».

L’ordinanza di chiusura del cavalcaferrovia era arrivata ad aprile scorso in seguito a una perizia statica. Poche settimane prima, a febbraio, Rete ferroviaria italiana (Rfi) aveva comunicato al Comune «che nel corso di un sopralluogo si era riscontrato un peggioramento delle criticità che comportano situazioni di potenziale pericolo». Sulla pericolosità della strada ha aperto un fascicolo contro ignoti la Procura della Repubblica di Tempio, spinta anche dalla denuncia presentata da una cittadina. La chiusura è inevitabile ma non indolore: tutto il traffico in partenza e in arrivo dal porto di Golfo Aranci dovrà obbligatoriamente transitare nella rete viaria urbana. (a.se.)
 

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