La Nuova Sardegna

Olbia

Fermare i licenziamenti Air Italy, le ultime mosse

di Giandomenico Mele
Fermare i licenziamenti Air Italy, le ultime mosse

Oggi l’incontro sindacati-liquidatori e il sit in dei lavoratori al Costa Smeralda Chiesta al Mise l’apertura del tavolo di crisi. Asta online per i materiali di bordo

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OLBIA. La parola ai liquidatori, alla Regione e al Ministero dello Sviluppo economico. Questo pomeriggio si svolgerà quello che potrebbe essere l’ultimo incontro diretto con i rappresentanti dei lavoratori di Air Italy prima della fase finale della procedura di licenziamento collettivo previsto per il 30 giugno. Sperando che il Mise apra il tavolo di crisi. La richiesta è stata inviata tre giorni fa al capo di gabinetto Paolo Visca dalle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo. Giovedì, in ogni caso, è previsto l’incontro con i liquidatori convocato dal presidente della Regione, Christian Solinas.

Le richieste. I circa 1380 dipendenti della compagnia in liquidazione puntano a una proroga della cassa integrazione, anche se il futuro industriale dell’ex Meridiana al momento non esiste. Resta ufficialmente in campo la proposta ricevuta dal fondo russo-americano Ateo Air Lcc relativamente all’acquisizione del Coa (il certificato di operatore aereo), ma al momento non ci sono state risposte. Villa Devoto potrebbe essere la sede per fornire qualche segnale di chiarezza. Oleg Evdokimov, russo, Ceo della società Ateo Air Lcc, sede legale al 125 West Indiantown Road, Suite 101, Jupiter, Florida, quella che allo stato attuale è l’unica società in corsa per acquisire uno o più asset di Air Italy, nelle scorse ore dal suo profilo Linkedin è intervenuto per stigmatizzare, ancora una volta, il silenzio dei commissari liquidatori Enrico Laghi e Franco Lagro. «Sembra – scrive Evdokimov – che nulla possa spingere i liquidatori #AirItaly a dare una speranza di lavoro per gli ex dipendenti di Air Italy. Come ultimo tentativo abbiamo contattato il #Qatar chiedendo collaborazione. La nostra offerta a mio parere è incredibilmente attraente. Siamo i migliori esperti del settore e abbiamo una soluzione su come intervenire nel mercato italiano. Vediamo se funzionerà». Solinas finora non è entrato nel merito di eventuali offerte: «Avvieremo – ha detto il presidente della Regione – un confronto sulle principali questioni riguardanti la liquidazione della compagnia aerea, anche con riferimento alla salvaguardia delle professionalità e del know-how radicato in Sardegna. Siamo impegnati per ottenere dal Governo la proroga degli ammortizzatori sociali e per creare le condizioni affinché la vicenda Air Italy possa essere instradata lungo un percorso virtuoso, che garantisca una reale prospettiva futura alla compagnia e ai suoi lavoratori».

La liquidazione. Intanto procede la vendita di parte dei beni in liquidazione che facevano parte del corredo di bordo di Air Italy. Il sito specializzato Mercury Auctions, infatti, ha aperto due distinte aste. Le procedure di acquisto online prevedono per il 4 giugno l’asta per 18 lotti comprendenti materiale di bordo specifico per l’attività aerea come i trolley porta vivande, inserti per forni e griglie e cassettini in plastica. Il 15 giugno si svolgerà invece l’asta online relativa a stoviglie, ceramiche e bicchieri di vetro venduti in un lotto unico. Resta all’orizzonte l’idea di una compagnia aerea “regional”, sul modello di Air Corsica, finalizzata a operare sulle rotte in continuità territoriale e riaccogliere parte del personale ex Air Italy. Ipotesi allo stato attuale praticamente irrealizzabile, per i vincoli imposti da Bruxelles in base alle norme europee sulla concorrenza e il mercato e senza la prospettiva di veri soci industriali che possano dirigere la futura compagnia.

La protesta. Oggi le sigle sindacali Anpav, Usb, Ap e Cobas hanno indetto una manifestazione che si terrà davanti all’aeroporto Costa Smeralda, alle 14, in concomitanza con l’incontro in videoconferenza con i rappresentanti aziendali e con i liquidatori. Alla protesta sono stati invitati anche tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, i sindaci, i consiglieri regionali e i parlamentari del territorio ai quali il sindacato chiede di «rivendicare che il governo e le Regioni Sardegna e Lombardia si facciano realmente carico della vertenza e pongano in essere azioni concrete in difesa dell’industria italiana del trasporto aereo il cui mercato, diversamente, verrà regalato alle compagnie straniere».

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