La Nuova Sardegna

Olbia

Cozze, crisi sfiorata «Il prodotto abbonda e siamo ottimismi»

di Dario Budroni
Cozze, crisi sfiorata «Il prodotto abbonda e siamo ottimismi»

Bigi (Consorzio molluschicoltori): sarà una buona stagione Salta invece la grande sagra, piatto forte di San Simplicio

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OLBIA. La grande abbuffata di metà maggio non ci sarà. La sagra delle cozze fumanti distribuite sul prato verde del Fausto Noce, da anni uno dei piatti forti della festa di San Simplicio, anche stavolta non inaugurerà virtualmente la stagione estiva. Ma tra i filari impiantati in mare si respira comunque aria di ottimismo. In attesa che la macchina turistica si metta finalmente in moto, dopo i tempi più duri della pandemia, i molluschicoltori olbiesi sono pronti a inondare le cucine dei loro prodotti a chilometro zero. «Siamo fiduciosi, il prodotto è abbondante e crediamo che la prossima stagione ci darà buoni risultati» commenta Raffaele Bigi, presidente del Consorzio dei molluschicoltori olbiesi.

La nuova stagione. Anche questo settore ha dovuto fare i conti con il Coronavirus. Ma c’è da dire che, nonostante tutto, il comparto ha comunque retto. «In questi mesi abbiamo registrato un piccolo rallentamento delle vendite legate alla ristorazione. Però, in compenso, c’è stato anche un incremento della vendita diretta e della piccola distribuzione – spiega Bigi -. In ogni caso, quello dei mesi invernali rappresenta solo il 30% del nostro fatturato. Il grosso lo facciamo durante la stagione». Adesso, dunque, è arrivato il momento di guardare avanti. E a giocare un ruolo fondamentale sarà la disponibilità degli ulteriori 14 ettari di mare appena concessi al Lido del Sole, luogo in cui sarà trasferita una buona parte della produzione per prevenire i fenomeni di moria dovuti per esempio alle alte temperature del mare del golfo più interno. «I lavori di esecuzione stanno per cominciare. E questo ci permetterà di affrontare la stagione in maniera più serena» sottolinea il presidente del Consorzio che raggruppa 18 cooperative. Tra le altre cose, si sta anche portando avanti l’iter burocratico per l’ottenimento del Marchio collettivo, che dovrebbe concludersi dopo la stagione estiva.

Non solo cozze. Il Consorzio dei molluschicoltori, che nel 2020 ha festeggiato i 100 anni della mitilicoltura in città, ha come punta di diamante la produzione delle cozze. Ma c’è da dire che anche gli altri prodotti del golfo stanno riscontrando i favori del palato e dei mercati. «L’allevamento delle ostriche, che riguarda una decina di cooperative, sta procedendo molto bene. Il prodotto è particolarmente apprezzato – afferma Bigi -. C’è invece una leggera flessione sulle arselle, stiamo quindi preparando un piano di ripopolamento». Da poco è stato anche classificato il lupino, che completa così il quadro delle produzioni olbiesi insieme a tartufi, cannolicchi e bocconi.

Caso Sa Testa. Nei giorni scorsi il Consorzio dei molluschicoltori olbiesi, forte anche delle sue concessioni in mare valide fino al 2032, ha espresso la sua totale contrarietà nei confronti dei discussi progetti di cantieristica nell’area di Sa Testa. Un discorso che Raffaele Bigi ribadisce. «Le polemiche politiche a noi non interessano – sottolinea -. Comunque non esistono i presupposti tecnici, giuridici, economici e ambientali per la realizzazione di quel tipo di progetto. Mi auguro che prevalga il buonsenso. Si vuole migliorare quell’area? Sì, ma non attraverso la costruzione di capannoni e banchine. Si creino piuttosto dei percorsi naturalistici».

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