Deserta la gara per cedere la bigliettazione ai privati
La Maddalena. Al bando voluto dal Parco non si è presentata nessuna azienda Il servizio era gestito direttamente dall’ente con 25 posti di lavoro stagionali
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LA MADDALENA . Il bando di gara voluto dal Parco per assegnare ai privati il servizio di bigliettazione è andato deserto. Nessuna offerta è pervenuta agli uffici di via Giulio Cesare per partecipare all’iniziativa. Se fosse stato aggiudicato, per la prima volta dalla sua nascita, il Parco non si sarebbe occupato in modo diretto di staccare i ticket di ingresso nelle acque dell’arcipelago, ma un esterno. Cosa che non accadrà. L’ente dovrà adesso decidere come comportarsi per affrontare il flop del bando. Il direttore Michele Zanelli, con determinazione generale ha formalmente preso atto «che la procedura di gara per l’affidamento sei “Servizi per il controllo e la bigliettazione a mare per la stagione estiva 2021” mediante procedura aperta da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nessun operatore economico ha presentato offerte».
Il servizio mediamente frutta al Parco nazionale un milione di euro all’anno. Prima di ogni estate l’ente assumeva mediamente trenta persone, quasi tutte maddalenine, a cui affidava il compito di riscuotere il biglietto di ingresso nell’area marina dell’arcipelago, balzello al cui pagamento sono tenuti tutti i tipi di imbarcazioni. Un meccanismo “di pagamento dal vivo” che si affianca a quello on line che resta attivo tutto l’anno. Gli addetti alla bigliettazione non svolgono però solo il ruolo di “esattori” delle tasse per conto del Parco: garantiscono un controllo sul rispetto delle norme di ancoraggio, sui divieti di sosta nelle aree tutelate, segnalano la presenza di spazzatura sulle isole.
Il contributo degli stagionali alla riscossione del biglietto di ingresso delle imbarcazioni è fondamentale anche in termini numerici: su un totale medio annuo di 1 milione di euro di introiti, la metà arriva dal lavoro svolto dai ragazzi del Parco.
Gli stagionali vengono assunti solitamente con contratti di alcuni mesi, generalmente in corrispondenza dell’inizio e della fine della stagione estiva. Dal momento che il presidente Fabrizio Fonnesu, già in sede di approvazione del bilancio aveva manifestato la volontà di cedere ai privati la bigliettazione, alcuni stagionali avevano cercato lavoro in altre sedi. Il documento economico era stato approvato dal consiglio direttivo del Parco senza i voti dei due consiglieri neoeletti, Tommy Gallo e Lucia Spanu, i quali si erano astenuti perché ritenevano che alcune schede del bilancio fossero poco chiare.
Il servizio mediamente frutta al Parco nazionale un milione di euro all’anno. Prima di ogni estate l’ente assumeva mediamente trenta persone, quasi tutte maddalenine, a cui affidava il compito di riscuotere il biglietto di ingresso nell’area marina dell’arcipelago, balzello al cui pagamento sono tenuti tutti i tipi di imbarcazioni. Un meccanismo “di pagamento dal vivo” che si affianca a quello on line che resta attivo tutto l’anno. Gli addetti alla bigliettazione non svolgono però solo il ruolo di “esattori” delle tasse per conto del Parco: garantiscono un controllo sul rispetto delle norme di ancoraggio, sui divieti di sosta nelle aree tutelate, segnalano la presenza di spazzatura sulle isole.
Il contributo degli stagionali alla riscossione del biglietto di ingresso delle imbarcazioni è fondamentale anche in termini numerici: su un totale medio annuo di 1 milione di euro di introiti, la metà arriva dal lavoro svolto dai ragazzi del Parco.
Gli stagionali vengono assunti solitamente con contratti di alcuni mesi, generalmente in corrispondenza dell’inizio e della fine della stagione estiva. Dal momento che il presidente Fabrizio Fonnesu, già in sede di approvazione del bilancio aveva manifestato la volontà di cedere ai privati la bigliettazione, alcuni stagionali avevano cercato lavoro in altre sedi. Il documento economico era stato approvato dal consiglio direttivo del Parco senza i voti dei due consiglieri neoeletti, Tommy Gallo e Lucia Spanu, i quali si erano astenuti perché ritenevano che alcune schede del bilancio fossero poco chiare.
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