La Nuova Sardegna

Olbia

oggi e il 3 giugno 

Manifestazioni convocate davanti al Mise e a Montecitorio

OLBIA. Due manifestazioni per convincere i ministri Orlando e Giorgetti che Air Italy è un patrimonio del Paese e che allungare la cassa integrazione permetterà di mantenere un’ipotesi di rilancio...

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OLBIA. Due manifestazioni per convincere i ministri Orlando e Giorgetti che Air Italy è un patrimonio del Paese e che allungare la cassa integrazione permetterà di mantenere un’ipotesi di rilancio industriale. Oggi a Roma, al Mise, ci sarà la manifestazione promossa da Usb, Ap e Cobas. Il 3 giugno, al pomeriggio, quella davanti a Montecitorio indetta da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. C’è evidentemente una differenza di vedute, non tanto sull’obiettivo di allungare la cig e mantenere in vita l’azienda ma sul modo di portare avanti la vertenza. I sindacati autonomi, comunque, annunciano che andranno anche alla manifestazione dei confederali. «Non c’è una divisione, quelle le crea una certa politica – dice Sergio Prontu, segretario gallurese della Filt Cgil –. I sindacati fanno il loro lavoro. Nel Recovery fund non c’è niente per il settore, ma è chiaro che va rilanciato l’intero trasporto aereo nazionale. Se parte Ita (la newco che prenderà il posto di Alitalia, ndr) e lo fa con 200 aerei c’è possibilità di lavorare tutti. Al governo chiediamo tempo: altri 12 mesi di cassa integrazione sarebbero l’ideale per permettere al settore di riprendersi. Attendiamo la convocazione da parte dei ministri».

Sull’altro fronte sindacale, Marco Bardini, responsabile regionale dell’Anpav (assistenti di volo), ricorda che «il mercato italiano del trasporto aereo è il secondo in Europa e che le tre compagnie aeree italiane superstiti (quindici anni fa erano oltre dieci) ne gestiscono ormai solo il 10%». Perciò «chiediamo al Governo che riordini il settore, oggi terra di conquista di chiunque, e sostenga, rilanciandola, l’industria nazionale del trasporto aereo. Così come stanno facendo tutti gli altri stati del mondo. Al fine di permettere al personale di Air Italy di essere ricompreso nel rilancio, magari con una compagnia regional, costola del vettore nazionale che dovrebbe sorgere dalla ceneri di Alitalia, è però necessario un periodo di ammortizzatori sociali che traghetti le maestranze della compagnia sardo-lombarda nell’era post-covid. Ma è imprescindibile un consenso aziendale che ad oggi, ancora, manca».



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