Le immagini choc e il vertice in Comune sul disagio giovanile

ARZACHENA. Il caso del povero clochard Abdellah Bequeawi, torturato da una banda di ragazzini terribili e trovato morto poco prima di Natale dell’anno scorso, aveva scosso fortemente la comunità di...

ARZACHENA. Il caso del povero clochard Abdellah Bequeawi, torturato da una banda di ragazzini terribili e trovato morto poco prima di Natale dell’anno scorso, aveva scosso fortemente la comunità di Arzachena, a cominciare dalla classe politica.

Insomma, la cronaca di quelle violenze era servita per accendere i riflettori su una allarmante situazione di disagio sociale, soprattutto tra i più giovani. Preoccupante l’analisi scaturita dagli incontri tra gli amministratori comunali e i dirigenti scolastici. Addirittura illuminante quella emersa dalla conferenza dei capigruppo convocata sempre l’anno scorso dal presidente del consiglio comunale, Rino Cudoni, e allargata ai servizi socio-assistenziali. Una realtà allarmante che registra anche casi estremi, come quattordicenni utilizzati come pusher per lo spaccio di droga e ragazzine adolescenti che si prostituiscono per comprare qualche vestito alla moda. Tutto all’ombra della Costa Smeralda, con il lusso e il benessere che si porta dietro. Un fenomeno naturalmente diffuso ovunque, ma che nessuno può trascurare. «Era necessario capire cosa sta succedendo, le ragioni profonde che stanno all’origine del comportamento dei nostri giovani. Quelle immagini che ha visto tutta Italia sono state uno choc per la nostra comunità – aveva spiegato in quell’occasione Rino Cudoni –. Raccogliendo l’appello della Procura dei minori, abbiamo voluto sentire e capire incontrando gli operatori che stanno più a contatto col disagio sociale e con i giovani. Capire per poi agire. L’obiettivo è creare un coordinamento che individui e metta in atto strumenti capaci di intervenire sulle famiglie e sugli adolescenti e porre un freno a questo malessere».

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