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Olbia

In tribunale

La Maddalena, schiaffeggiata e legata mani e piedi: il pm chiede una condanna a 8 anni

di Tiziana Simula
La Maddalena, schiaffeggiata e legata mani e piedi: il pm chiede una condanna a 8 anni

Un cinquantenne di Sassari a processo per abusi su una minore

15 marzo 2024
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La Maddalena. Otto anni di reclusione. È la condanna che il pubblico ministero Alessandro Bosco ha chiesto nei confronti di un uomo di 50 anni, di Sassari, Marco Melis, accusato di violenza sessuale nei confronti di una giovane che all’epoca dei fatti era minorenne. Ieri le parti hanno discusso. L’avvocato Patrizia Marcori, difensore dell’imputato – processato con rito abbreviato – ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito. Melis, che era stato sentito in aula nell’udienza precedente, aveva negato tutte le accuse e aveva ribadito al giudice ciò che aveva sempre sostenuto: che tra lui e la ragazza che ora lo accusa di aver abusato sessualmente di lei, c’era una relazione sentimentale. La sentenza da parte del gup Alessandro Cossu è attesa per l’11 aprile.

Secondo le accuse, l’uomo avrebbe abusato di lei approfittando della sua giovane età e del fatto e che fosse in una condizione di inferiorità psichica. I due si erano conosciuti sui social e avevano chattato a lungo prima di incontrarsi e frequentarsi. Lui era molto più grande di lei, che allora aveva 16 anni. Due gli episodi di violenza sessuale contestati. Nel primo, avrebbe abusato di lei dopo averla minacciata e schiaffeggiata: l’avrebbe legata mani e piedi, costringendola a subire un rapporto sessuale. Nel secondo, la violenza sarebbe avvenuta in macchina in uno dei loro incontri che avvenivano in luoghi appartati.

I fatti contestati, al centro del processo, si riferiscono al 2018. La ragazza sentita a suo tempo con tutte le cautele del caso, aveva raccontato come aveva conosciuto l’uomo e com’era cominciato il loro rapporto. Aveva detto di aver creduto alle sue parole e al suo interessamento verso di lei e così avevano cominciato a vedersi e frequentarsi. Ma presto sarebbero cominciate violenze e minacce. Un giorno, stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione, l’avrebbe presa a schiaffi e spinta sul letto e dopo averla legata per non muoversi e avrebbe abusato di lei nonostante si fosse opposta. Un anno fa, il procedimento penale è approdato in udienza preliminare: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo. Che ha, poi, scelto di essere processato con rito abbreviato. La ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Emanuela Provenzano.

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