Olbia, tra pista ciclabile, skatepark e passerelle: prende forma il parco sul mare
Procedono i lavori del progetto Iti. Nell’ex area del Cantiere Moro i resti di un antico ponte
Olbia. Transenne di metallo e nastri da cantiere circondano il nuovo parco della città. Il primo realmente realizzato sul mare, dove stazionano i fenicotteri rosa e dove scogli e isolette sono rimasti per troppo tempo off-limits. Il progetto Iti avanza – seppur con un po’ di ritardo rispetto ai piani iniziali – e dalle parti di Mogadiscio continuano a prendere forma nuovi spazi e anche nuove strutture. In uno degli angoli più nascosti, per esempio, è comparso un pontile in legno che permetterà di attraversare un’area umida, con lo skyline dominato dal palazzaccio sullo sfondo. In quelli che erano i moli dello storico Cantiere Moro ha invece preso forma la pista ciclabile: il tracciato proseguirà lungo la costa e sarà infine collegato a quello già realizzato a Poltu Cuadu e nella zona dell’aeroporto. E tornando al Cantiere Moro, i cittadini potranno presto ammirare un pezzo di storia che proprio in quell’area è rimasto conservato: gli ultimi resti de Su Pònte Mannu, un tratto della strada che un tempo attraversava l’insenatura di via Redipuglia quando l’ambiente era decisamente diverso da quello di oggi.
Il parco sul mare. Al cantiere, dopo una serie di intoppi e di modifiche al progetto, negli ultimi mesi è stato dato un nuovo slancio. Dai piloni della sopraelevata in poi l’area è stata liberata dalle sterpaglie e sono state posizionate le strutture che andranno a formare e delimitare aree verdi, zone fitness e giochi per bambini. Avanza anche il tracciato della ciclabile, in direzione ex peschiera. Da queste parti, mesi fa, erano stati realizzati i servizi igienici, che poi la giunta comunale ha deciso di smantellare e di realizzare da un’altra parte. E cioè accanto allo skatepark che sorgerà sempre all’interno della stessa area: una struttura omologata per ospitare competizioni di livello mondiale. All’interno del cantiere, che si estende fino alle rive dell’ansa sud, è stato poi realizzato un primo pontile in legno. Una delle strutture che permetteranno ai futuri fruitori dell’area di raggiungere le varie zone del parco. Nel frattempo procedono i lavori negli ex spazi esterni del Cantiere Moro. Qui la giunta aveva chiesto all’Authority di non rinnovare più la concessione ai vecchi maestri d’ascia, che a loro volta avevano domandato, senza successo, di far convivere le due attività. Nulla cambia, invece, di fronte alla Marina della Sacra Famiglia: anche qui il Comune aveva chiesto lo stop della concessione, ma il Tar ha accolto il ricorso della Marina e ha fissato l’udienza a febbraio.
Il vecchio ponte. Poi c’è la curiosità de Su Pònte Mannu. Un pezzo di muro che racconta una storia passata e a tanti sconosciuta. Fino ai primi del Novecento, infatti, l’insenatura tra Mogadiscio e via Redipuglia non esisteva. Al suo posto c’era infatti una palude. Per attraversarla, dunque, serviva un ponte: univa l’attuale via Regina Elena con quella che oggi è via Roma. Un tracciato sterrato che conduceva verso le zone a sud di Terranova e soprattutto al cimitero di via Roma, che, in aperta campagna, era stato appena costruito. Di quel ponte resta solo un rudere per anni all’interno del Cantiere Moro. Adesso, accanto, ci passa invece la nuova pista ciclabile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google