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Saldi estivi, la corsa agli sconti è già partita: ma è scontro sui pre-saldi

Saldi estivi, la corsa agli sconti è già partita: ma è scontro sui pre-saldi

Le promozioni partiranno contemporaneamente in quasi tutta Italia, mentre le associazioni dei consumatori chiedono regole uniformi

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Roma Il conto alla rovescia è iniziato. Sabato 4 luglio prenderanno il via i saldi estivi 2026 nella maggior parte delle regioni italiane. La durata varierà da territorio a territorio, mentre in Alto Adige il calendario sarà differenziato: gli sconti cominceranno il 16 luglio nella maggior parte dei comuni e il 21 agosto nelle località turistiche individuate dalla normativa provinciale.

L’avvio delle vendite di fine stagione riapre il confronto sulle regole del settore. La Fismo, Federazione italiana settore moda di Confesercenti, ha presentato alla Camera una petizione per chiedere lo spostamento dei saldi alla conclusione effettiva delle stagioni. Secondo l’associazione, il calendario attuale avrebbe progressivamente snaturato la funzione originaria degli sconti, nati per consentire ai negozianti di smaltire le rimanenze stagionali ma ormai avviati quando l’estate è appena cominciata.

Non tutto il comparto, però, come riporta il quotidiano La Repubblica, considera decisiva una modifica delle date. Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Confcommercio Veneto, sostiene che anticipare o posticipare i saldi non sia sufficiente a riportare i clienti nei centri storici. Il problema principale sarebbe il cambiamento delle abitudini di acquisto, con una quota crescente di consumatori orientata verso il commercio elettronico.

Sul web, infatti, le promozioni possono essere organizzate con maggiore continuità e raggiungere rapidamente un pubblico molto ampio. Per i negozi tradizionali la sfida consiste quindi nel ricreare condizioni capaci di rendere nuovamente attrattivo lo shopping nei punti vendita e nelle vie commerciali.

Al centro delle polemiche ci sono anche i cosiddetti pre-saldi, cioè gli sconti proposti prima dell’avvio ufficiale delle vendite di fine stagione. Le iniziative anticipate non riguardano soltanto le piattaforme online, ma anche catene e negozi fisici, talvolta attraverso offerte riservate ai titolari di carte fedeltà o ai clienti considerati “vip”.

Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano, denuncia una situazione che penalizzerebbe gli esercenti rispettosi delle regole. Secondo la sua valutazione, le promozioni effettuate prima del 4 luglio sottrarrebbero almeno il 20 per cento della quota di mercato dei saldi estivi, anche a causa delle difficoltà nell’eseguire controlli capillari.

Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, definisce i pre-saldi un possibile inganno per i clienti e chiede una disciplina uniforme per grandi catene, piccoli negozi e commercio elettronico. Il rischio, secondo l’associazione, è che alcune formule promozionali aggirino i divieti previsti nei territori che limitano gli sconti nelle settimane precedenti i saldi.

Resta inoltre centrale la trasparenza dei prezzi. Quando viene annunciata una riduzione, il commerciante deve indicare il prezzo precedente, calcolato sulla cifra più bassa applicata alla generalità dei consumatori nei trenta giorni antecedenti, insieme allo sconto e al prezzo finale. Una tutela pensata per impedire che percentuali apparentemente elevate vengano costruite partendo da prezzi aumentati poco prima della promozione.

Le associazioni chiedono quindi un sistema più chiaro e omogeneo, capace di garantire una concorrenza corretta tra negozi fisici e piattaforme digitali. In assenza di regole condivise e controlli efficaci, avvertono, a essere danneggiati non sono soltanto i commercianti, ma anche i consumatori esposti a campagne di marketing aggressive e ribassi poco trasparenti.

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