Olbia Cambia il piano comunale di protezione civile e, insieme a lui, anche le modalità di intervento e di messa in sicurezza dei cittadini in caso di alluvione. Poco più di un anno fa, attraverso una variante al Piano di assetto idrogeologico, era stata data una bella sforbiciata alle zone considerate ad alto rischio. E così oggi, 18 febbraio, in consiglio comunale il piano di protezione civile è stato aggiornato e calibrato proprio sulla base delle mappe e delle valutazioni contenute nell’ultima versione del Pai. Significa che, in caso di rischio esondazione, saranno meno i cittadini ( circa 6mila) a dover abbandonare le loro case. Calano anche le aree di attesa dei soccorsi, che passano dalle attuali 107 a circa 30. Per la giunta si tratta di una razionalizzazione che permetterà interventi e soccorsi più efficaci, mentre per il Pd si rischia invece di sottovalutare i reali pericoli di una eventuale nuova alluvione.
Il dibattito
È l’assessora alla Protezione civile Elena Casu a presentare l’aggiornamento del piano, a cui hanno lavorato i tecnici Giovanni Pizzadili e Matteo Sartor. «Dopo l’adozione del Pai sono cambiati gli scenari di rischio – dice Casu –. Per questo c’è l’esigenza di modificare anche il piano di protezione civile. Abbiamo ridotto le aree di rischio, distinguendo quelle pericolose da quelle di disagio. Oggi sappiamo con esattezza quanti sono e dove sono i cittadini in pericolo. Calano le aree di attesa, ma non abbiamo diminuito il controllo della città. È stato invece razionalizzato. Questo ci permetterà di intervenire con più efficacia». Ivana Russu, capogruppo del Pd e assessora alla Protezione civile durante le alluvioni del 2013 e del 2015, non è convinta: «Il mio è un contributo affinché gli errori del passato non si ripetano. Nel 2013 il piano di protezione civile era sottostimato. E secondo noi anche l’ultimo Pai risulta sottodimensionato rispetto al rischio che si corre in città. È sbagliato passare da 107 a 30 aree di attesa, anche perché dobbiamo ricordarci che siamo ancora senza opere di mitigazione». Sulla stessa linea Gianluca Corda, anche lui del Pd: «Non contestiamo questo piano ma ciò che lo ha scaturito. E cioè il Pai, che aveva diminuito le aree a rischio». Al Pd ha risposto il sindaco Settimo Nizzi: «È necessario ridurre le aree di rischio. Meno gente si muove, infatti, e meno pericolo c’è. Gli studi sono stati realizzati da tecnici altamente preparati, non c’è motivo di pensare che siano state prese decisioni sbagliate».
Il regio decreto
Sempre sul fronte alluvione era attesa la discussione sul regio decreto 523 del 25 luglio 1904 che, per una serie di vincoli di inedificabilità a ridosso dei fiumi, rischia di ostacolare il piano di mitigazione “Olbia e le sue acque”, ora in fase di Via in Regione. Per far proseguire l’iter serve una deroga del consiglio comunale. La maggioranza, però, oggi ha deciso di ritirare la proposta di delibera, forse in attesa di un confronto con lo stesso Genio civile che, in fase di Via, aveva posto la questione del regio decreto.
Il ricordo
In apertura del consiglio comunale il presidente Marzio Altana ha chiesto un minuto di silenzio. Nel giro di breve tempo, infatti, il corpo della polizia locale è stato colpito da tre lutti. Così sono stati ricordati gli storici vigili Pasqualino Tognotti, Luigi Mulargia e Mario Iavarone.