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Olbia

Il naufragio

Yacht di lusso incendiato e affondato a Tavolara: recuperato il relitto

Yacht di lusso incendiato e affondato a Tavolara: recuperato il relitto

L’impresa olbiese Costruzioni marittime di Renato Mela ha guidato il team di specialisti

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Olbia Si chiamava Early bird lo splendido motoryacht Bluegame Bg54 da due milioni di euro distrutto da un incendio e affondato l’8 luglio scorso davanti a Tavolara, sotto lo sguardo impietrito di bagnanti e diportisti. Il relitto, adagiato su un fondale di 22 metri, ora è stato recuperato e lo specchio di mare interessato – cuore dell’Area marina protetta – è stato bonificato a regola d’arte per evitare qualunque pericolo di inquinamento. Ci sono voluti 15 giorni di duro lavoro, dal giorno dell’affondamento al 23 luglio, ma del naufragio non c’è più traccia.

Recuperare il motoryacht distrutto dal fuoco e affondato è roba da specialisti e la compagnia di assicurazioni (non l’armatore italiano) si è rivolta a un’impresa di Olbia, la Costruzioni marittime ed edili di Fundoni e Mela, che a sua volta si è avvalsa della collaborazione di altre due imprese, la Stemar di Piero Piga e la Marina di Porto Massimo di Cristian Delogu. Per lavorare al meglio serviva anche il supporto di un grande motopontone, noleggiato dalla Lavori marittimi Pin di Andrea Pin, olbiese pure lui. A guidare le operazioni del team è stato Renato Mela sotto lo sguardo attento degli uomini della guardia costiera. È lui che racconta e spiega il lavoro fatto sott’acqua e in superficie per riportare a galla lo scafo e per ripulire il fondale da ogni traccia.

Un tour de force durato quindici giorni tra immersioni, boe, imbragature e big bag (i sacchi dove raccogliere sott’acqua scorie e qualunque altra traccia dell’incendio). Alla fine, missione compiuta: lo scafo dell’Early bird è riaffiorato in superficie per essere trasferito nei Cantieri di levante, a Olbia, e demolito definitivamente.

A vedere la prua del motoryacht riemergere dal mare sembra di rivedere la scena dell’incendio e dell’affondamento. Quel giorno, alle 14,30, il motoryacht – un gioiello della cantieristica spezzina, 16,57 metri, 1 milione e 800 mila euro il prezzo di listino – stava navigando tra Capo Ceraso e l’isola di Tavolara. Forse un guasto all’impianto elettrico o forse l’impatto violento con una secca, in pochi attimi nella stiva del Bluegame Bg54 si era scatenato l’inferno. In pericolo le tre persone a bordo – una coppia e un bambino, italiani in vacanza – che erano riuscite a mettersi in salvo abbandonando in tutta fretta la barca e che poi erano state soccorse in mare da un diportista che si trovava nelle vicinanze. Immediatamente era scattato l’allarme e dalla Capitaneria di porto erano partite le unità di soccorso verso il Bluegame in fiamme, ormai condannato all’affondamento.

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