Olbia «Non è togliendoci i parcheggi che si risolve il problema del degrado e della mancanza di sicurezza. Quello che chiediamo al sindaco è un presidio costante delle forze dell’ordine, la videosorveglianza per individuare subito le persone responsabili di atti violenti o illegali e adottare di conseguenza i provvedimenti necessari. Non capiamo il fine di questa ordinanza del sindaco. E soprattutto non capiamo perché alla fine a pagare dobbiamo essere sempre noi che stiamo già subendo il disagio». La protesta del quartiere San Simplicio comincia puntuale. Alle 9 del mattino di oggi, sabato 8 agosto, i residenti di via Fiume d’Italia, epicentro del malessere, cominciano a uscire di casa e a raggiungere piazzetta Diaz. Lì, piano piano cominciano ad arrivare anche i residenti delle vie vicine: via del Piave, via Brigata Sassari, via Diaz, via Taranto. Manifestano il loro dissenso contro l’ ordinanza comunale che vieta il parcheggio in via Fiume d’Italia per un anno. E chiedono più sicurezza e decoro in un quartiere diventato ostaggio del degrado.
Si dicono pronti a portare la questione all’attenzione della Prefettura. A pochi passi da loro, proprio all’inizio di via Fiume d’Italia, il solito gruppo di persone che bivacca regolarmente davanti alle case dei residenti. Qualcuno ha già la bottiglia in mano e barcolla. «Arrivano qui verso sei e mezzo del mattino: si ubriacano, spacciano, litigano, si picchiano, fanno i prepotenti con chi abita qui, buttano per terra bottiglie e lattine, fanno la pipì davanti alle nostre case. Siamo veramente esausti», dicono. Il sit-in dura più o meno un’ora e mezzo. Giacomo Altamira, residente in via Fiume d’Italia, raccoglie le firme per costituire, o meglio ricostituire, il comitato di quartiere di San Simplicio che col tempo si era sciolto. E si raccolgono altre firme da allegare al documento già inviato al sindaco in cui i cittadini chiedono un incontro urgente con l’amministrazione comunale per discutere dell’ordinanza e della sicurezza.
E mentre raccolgono le firme, raccontano il disagio subito quotidianamente, sfociato anche in aggressioni fisiche, «mio marito è stato circondato da tre persone, li ho dovuti affrontare io, e per fortuna sono intervenuti per aiutarmi i vicini di casa», racconta una donna. I cittadini mostrano video che immortalano i momenti dello spaccio, una persona che strappa dalle mani dell’altro un involucro, un altro che fa la pipì vicino a una macchina. «Loro sporcano e noi siamo costretti a pulire. Guardate com’è per terra: è tutto nero e sporco. Ci vergogniamo anche a dire dove abitiamo...».
«Qui c’è una stazione ferroviaria e ci sono delle strutture ricettive. Ma che immagine diamo ai turisti che passano qui?», aggiungono altri. «Io abito in via Del Piave dove metà strada è già occupata da cantieri. Trovare un parcheggio a San Simplicio è già estremamente difficile, se si eliminano i parcheggi anche in via Fiume d’Italia molti residenti non sapranno dove lasciare la macchina». Intorno alle 10.30 il sit in si scioglie. In via Fiume d’Italia, i residenti portano via le loro macchine ancora parcheggiate. «Rispetteremo l’ordinanza anche se non la condividiamo», dicono. Ma non tutte vengono spostate. E così, puntuali, scattano le prime multe. Contemporaneamente due pattuglie della polizia fermano e identificano il gruppo che bivacca nella via.