Olbia, polemica sul pronto soccorso. Parla Rosy Beretta: «Mai chiesta la chiusura di Tempio»
La primaria risponde all’Asl Gallura dopo il no alla revoca delle dimissioni
Olbia «Non ho mai chiesto di chiudere il pronto soccorso di Tempio. Ho solo e sempre parlato di una rimodulazione dell’attività. Anche perché, per garantire la funzionalità del servizio, ho più volte mandato dei medici da Olbia all’ospedale Paolo Dettori di Tempio e io stessa sono andata a coprire più volte i turni nel mese di agosto». Rosy Beretta risponde così dopo il no della Asl Gallura alla richiesta di revoca delle sue dimissioni e difende il lavoro svolto nei mesi più difficili dell’emergenza-urgenza.
«Un lavoro – sottolinea –, che oltre alla gestione dei due pronto soccorso ha riguardato anche la ricerca di nuovi professionisti. I medici che sono arrivati a rinforzare il pronto soccorso di Olbia li ho contattati io. E hanno risposto alla mia chiamata anche specialisti arrivati da Modena per lavorare nella medicina d’urgenza». A raccontare come è avvenuto il reclutamento è Mariangela Savonarota, libera professionista che lavora anche in un pronto soccorso di Roma. «Rosy mi aveva spiegato che c’era una forte carenza di medici e che l’accordo con la cooperativa era saltato. Ero in vacanza in Sardegna e il 28 giugno ho firmato il contratto. Il primo luglio ho iniziato a lavorare. Da allora ha coperto prima 19 turni, comprese notti, mattine successive e pomeriggi, e ho proseguito anche ad agosto, quando gli accessi al pronto soccorso sono aumentati. Abbiamo lavorato senza tregua, ma non mi sono tirata indietro. Una collega e amica aveva bisogno di una mano, ma ne avevano bisogno anche il popolo sardo e i turisti. Così, quando Rosy Beretta mi ha chiesto se conoscessi altri specialisti disponibili per rafforzare ulteriormente l’organico, li abbiamo cercati e trovati».
La vicenda nasce dalle dimissioni presentate da Rosy Beretta, responsabile del dipartimento di urgenza emergenza il 28 giugno scorso, motivate da una visione sanitaria differente da quella della direzione aziendale, in particolare sulla gestione del pronto soccorso di Tempio. Dopo aver chiesto di revocarle, alcuni giorni fa, la direttrice si è vista però respingere la richiesta dal direttore generale Antonio Irione. Sul caso dice la sua anche Gavino Murrighile, presidente dell’Avis di Olbia, che critica la scelta «di affidare la guida della Asl Gallura a Irione», mettendone in discussione «soprattutto l’esperienza nella gestione della sanità pubblica». Nel suo intervento difende inoltre Rosy Beretta «perché la considero un punto di riferimento per la sanità del territorio».
Sulla stessa linea Dario Giagoni, deputato della Lega e consigliere comunale di opposizione a Santa Teresa, che definisce «incomprensibile la decisione di non accogliere la richiesta di revoca delle dimissioni della primaria». Per Giagoni, «in una fase di forte carenza di medici, rinunciare alla disponibilità della direttrice del pronto soccorso significa privare il reparto di una professionista di grande esperienza e di una risorsa importante anche per il reclutamento e la copertura dei turni». Da qui l’appello alla direzione della Asl affinché «riveda la decisione, mettendo al centro il bene dei pazienti e del territorio». Rosy Beretta, però, non chiude la porta al dialogo: «Probabilmente sarebbe stato meglio che il direttore generale si fosse interfacciato direttamente con me sulla gestione dell’emergenza-urgenza, ma comunque sono e resto assolutamente disponibile al confronto».
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