La Nuova Sardegna

Oristano

Fame e lavoro che non c’è Al Rimedio per sperare

di Elia Sanna
Fame e lavoro che non c’è Al Rimedio per sperare

Da tutta la Sardegna fino a Oristano folla di fedeli dentro e fuori la Basilica L’arcivescovo Ignazio Sanna: un appello a chi amministra per superare la crisi

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ORISTANO. Il santuario adornato a festa e migliaia di fedeli da ogni parte dell'isola per esprimere il proprio ringraziamento alla Madonna del Rimedio. Una folla immensa per sciogliere quel voto che la comunità religiosa riserva nella giornata dell'8 settembre, la più importante dell'anno, alla compatrona della chiesa Arborense. Nel rispetto della tradizione, che dura da decenni, i fedeli si sono stretti al simulacro della Madonna collocato ai piedi dell'altare maggiore. Hanno pregato e sciolto quel voto alla Madonna ringraziandola per aver rinnovato la sua protezione per ognuno di loro e dei propri cari. Alle 5 del mattino la Basilica era già strapiena di pellegrini per ascoltare la prima messa della giornata, culminata con la celebrazione serale presieduta dall'Arcivescovo. Così come ha pregato l'intera comunità, per la pace nel mondo, nell'omelia monsignor Ignazio Sanna ha portato in primo piano i temi legati alla persecuzione dei cristiani, della fame e del lavoro. «In occasione della Madonna del Rimedio ci rivolgiamo a Lei per lodarla, ammirarla, esaltarla – ha detto monsignor Sanna – ma penso che la maggior parte delle preghiere che noi tutti rivolgiamo alla Madonna siano per chiedere intercessione, grazie, protezione contro la potenza del male, ossia contro le sofferenze dello spirito e del corpo. Ci sono, anche, dei mali e delle preoccupazioni comuni, che affliggono la nostra gente e le nostre istituzioni ecclesiali e civili, dai quali vorremmo sicuramente essere liberati – ha osservato l'arcivescovo – ebbene la Madonna nel ricordare e insegnare alla Chiesa la pedagogia di Dio verso i potenti e gli umili, i ricchi e i poveri, ci può indicare l’atteggiamento giusto per affrontare l’esistenza dei nostri mali vicini e lontani». Uno di questi è certamente la persecuzione dei cristiani: «Tanti nostri fratelli nella fede sono perseguitati, uccisi barbaramente – ha ricordato Ignazio Sanna –. Un altro male lontano che affligge tante popolazioni è la fame. Ricordiamoci di loro quando sprechiamo il cibo. Ma ci sono anche tante altre persone che soffrono per la mancanza di lavoro, compresi i giovani. Ci sono colpevoli inefficienze, a diversi livelli, in chi amministra il bene comune e in chi è amministrato – ha concluso l'Arcivescovo –. Diamoci una mano, allora, preghiamo alla Madonna del Rimedio per vincere lentezze burocratiche, superare contrapposizioni ideologiche, fare gioco di squadra nell’interesse di tutta la cittadinanza». La giornata odierna è invece dedicata alla salute degli infermi: alle 18,30 nel piazzale della Basilica Padre Venturino Manolo, delegato diocesana per la pastorale sanitaria, concelebrerà insieme agli ammalati ed ai volontari dell'Unitalsi, Adas, Oftal e volontari della sofferenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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