Obiettivi puntati sui tesori del passato

Ardauli, un concorso fotografico servirà per censire i palmenti rupestri

ARDAULI. Le campagne del paese sono un giacimento di antichità, ma spesso non si ha la consapevolezza di avere sotto gli occhi o magari sotto i piedi manufatti usati millenni prima dalle popolazioni primitive che, con la loro sapienza, sfruttavano ciò che il territorio metteva loro a disposizione. A volte semplici pietre.

Un esempio sono i palmenti rupestri, le vasche per la pigiatura dell’uva di cui si ha notizia sin dall’età del Bronzo. Molti di questi reperti sono stati individuati e catalogati nel corso di precedenti indagini archeologiche, ma tanti altri sono ancora da censire. Per colmare questa lacuna l’associazione archeologica Paleoworking Sardegna ha trovato un modo rapido e proficuo: un concorso fotografico sui lacos de catzigare più significativi e meglio conservati del territorio comunale.

I concorrenti potranno inviare due fotografie su uno o più palmenti all’indirizzo dell'associazione paleoworking.sardegna@gmail.com che acquisirà le immagini fino al 14 ottobre. L'unico requisito richiesto ai partecipanti è che i manufatti si trovino nei terreni di loro proprietà, paletto che evita sconfinamenti improvvidi, ma che soprattutto assicura una ricerca più capillare e fruttuosa, oltre che veloce. Una giuria di esperti del settore enologico e di archeobotanica sceglierà i palmenti rupestri degni di nota e gli autori degli scatti dei primi tre lacos classificati saranno premiati con vini pregiati in una cerimonia prevista a novembre in concomitanza con la festa di Sant’Andrea. L’evento è patrocinato da Issla, Agris e Città del vino.

Maria Antonietta Cossu

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