Il pm: «Ha ucciso la moglie. Ergastolo»

L’accusa chiede la massima pena per Giovanni Perria accusato di aver assassinato la consorte Brigitte Pazdernik

INVIATO A CAGLIARI. L’imputato Giovanni Perria ha appena finito le sue dichiarazioni. Ha parlato dell’amore che provava per la moglie e della vita che non ha più senso senza lei. Subito dopo tocca al pubblico ministero Armando Mammone che inizia bollando quella come «un’esibizione di un uomo che piange senza lacrime». Sono le prime parole, mentre una delle ultime che pronuncia è «ergastolo». Dopo diverse udienze e quasi due ore trascorse a ricostruire il quadro accusatorio, arriva alla conclusione: «Fu omicidio». Per l’accusa, quell’uomo con gli occhiali e 78 anni sulle spalle porta con sé anche un altro fardello ben più pesante dell’età e cioè quello di aver ucciso la moglie Brigitte Pazdernik (76 anni), la sera del 10 ottobre 2018, facendola in qualche modo annegare nel mare tra le ultime propaggini di Torre del Pozzo e i primi metri della spiaggia di Is Arenas.

Gli indizi. Il pubblico ministero non ha in mano una prova schiacciante, non l’ha mai avuta. Ha una serie di indizi e di eventi con cui compone un mosaico. Gli elementi sono inevitabilmente gli stessi su cui poi la difesa, affidata all’avvocato Antonello Spada, arriverà a conclusioni opposte. Secondo procedura è però prima il pubblico ministero a richiamare l’attenzione della Corte d’Assise di Cagliari presieduta dalla giudice Tiziana Marogna, con giudice a latere Giorgio Altieri. Lo fa partendo dalle prime dichiarazioni rilasciate dall’imputato la sera della sparizione. Era stato Giovanni Perria a chiedere aiuto con un modo che l’accusa ritiene insolito. Non allerta le forze dell’ordine, ma telefona alla figlia Rachele, quella del presunto scandalo che sarebbe anche il movente ovvero sarebbe figlia di un fratello di Giovanni Perria, ma questi avrebbe saputo la verità solo successivamente e da quel momento avrebbe maturato la volontà di disfarsi della moglie.

Le contraddizioni. Avvisata la figlia, viene dato l’allarme, mentre Giovanni Perria va ripetendo la frase: «Mamma è andata». Per l’accusa è una prima involontaria confessione cui ne sarebbero seguite altre nel momento in cui verrà intercettato. Ma è soprattutto sui cambi di versione forniti agli agenti della Squadra mobile della polizia, che in quel momento indagavano solamente per la scomparsa di una persona, che si sofferma il pubblico ministero. Ricorda di quella strana ricostruzione fatta da Giovanni Perria che dice che la moglie non era vestita, mentre il corpo fu ritrovato qualche giorno dopo nella spiaggia di Su Pallosu con gli stessi vestiti che portava indosso alle 17; ricorda che aveva mangiato dei pomodori e del formaggio per cena salvo poi correggersi e dire che aveva mangiato del melone, mentre lo stomaco del cadavere era privo di qualsiasi traccia di cibo. Ipotizza una fuga ed è lui, ancora intercettato, a indicare per primo il luogo in cui si sarebbe gettata in mare ovvero la spiaggia di Torre del Pozzo.

Una versione assurda. Per l’accusa è impossibile che la 76enne nuda e scalza, in una notte di allerta meteo sia arrivata sin lì percorrendo oltre una dozzina di chilometri in un’ora e mezzo per poi buttarsi in mare con lo stomaco pieno di alcol. Tra le cose da mettere nel conto ci sono infatti anche l’autopsia che dice che Brigitte Pazdernik aveva un tasso alcolemico di 1,2 e i tempi. A scandirli ci pensa una vicina di casa che vede l’auto dei coniugi uscire mentre sta per finire la partita di calcio della Nazionale dopo le 22.30 e poi al ritorno verso le 23.30. Giovanni Perria, che alcuni dei figli hanno descritto come un violento despota capace di annichilire la loro mamma, nega di aver preso la macchina. Continuava a raccontare di aver sentito la serranda del garage quando era già a letto, di essersi affacciato e di non aver visto nessuno in strada.

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