Gallus: «Via il commissario dell’Assl»

Il presidente della commissione regionale vuole giubilare il responsabile dell’Azienda Cossu. «È inadeguato»

ORISTANO. Il presidente della commissione regionale Sanità ha chiesto la testa del commissario dell’Assl oristanese Antonio Francesco Cossu. È la prima conseguenza del terremoto politico e istituzionale provocato dalle dichiarazioni del dirigente in merito alla dubbia regolarità di alcuni aspetti autorizzativi e gestionali del punto di primo intervento in funzione al Delogu. Il responsabile dell’Ats Sardegna, Massimo Temussi, ha risposto a quelle contestazioni certificando la conformità delle procedure amministrative e la legittimità delle scelte gestionali e operative che hanno portato all’apertura del Centro di emergenza territoriale.

La bomba è comunque deflagrata in consiglio regionale. Ieri Domenico Gallus ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai consiglieri Oppi, Sechi, Peru, Stara e Moro, in cui si chiede la rimozione dall’incarico del dirigente d’area. «Sul Centro di emergenza territoriale e sul progetto che prevede la riorganizzazione dei servizi sanitari di base si sono svolte innumerevoli riunioni tecniche e organizzative alla presenza del commissario Cossu», riferiscono Gallus e gli altri estensori del documento, smentendo le affermazioni del commissario relative al suo mancato coinvolgimento.

I firmatari dell’interrogazione hanno quindi domandato se «Alla luce di quanto dichiarato dal commissario, in netto contrasto con le strategie della Regione finalizzate all’efficientamento del sistema sanitario, non si palesi la sua inadeguatezza a ricoprire l’incarico». I consiglieri, infine, hanno auspicato che all’interno dell’Assl di Oristano possa essere ripristinato «Un clima volto alla collaborazione istituzionale per perseguire le direttive che la nuova riforma sanitaria ha tracciato».

Sulle contrapposizioni interne aveva già lanciato il sasso il comitato civico Delogu Bene Comune. Durante la manifestazione organizzata in concomitanza con l’apertura del Centro di emergenza territoriale, il coordinatore del movimento, Raffaele Manca, aveva alluso a un ostruzionismo operato anche dentro l’ospedale per impedire l’avvio del servizio: «Il commissario Cossu ha in parte raccolto il proclama sedizioso del personale di Radiologia e Laboratorio analisi, che aveva manifestato l’intenzione di rifiutarsi di eseguire gli esami richiesti dai medici alle dipendenze della società concessionaria perché trattavasi di soggetto privato e non pubblico». Manca aveva quindi definito tale presa di posizione «un gravissimo atto d’insubordinazione, ma il commissario dell’Ats Temussi ha replicato che le prestazioni vanno soddisfatte in quanto la ditta appaltatrice è subordinata all’ente pubblico».

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