Amianto rimosso alla Caldersarda

Gli operai indossano tute e mascherine, ma secondo i residenti adoperano seghe circolari per tagliare le lastre di fibra

ORISTANO. Monta la preoccupazione fra i residenti della periferia meridionale di Oristano. Ad alimentarla sono i lavori appena iniziati, a sorpresa, all'ex Caldersarda di via Cagliari all'angolo con via Messina, dove ieri si stava procedendo alla rimozione delle lastre di amianto dal tetto di uno dei capannoni abbandonati da decenni. Operazione delicata, che ha destato i timori dei cittadini in una giornata molto ventosa. Non solo, un video ha immortalato la scena e si vedono due operai, dotati di tutte le protezioni individuali del caso, operare con quello che sembra uno smeriglio sulla copertura del capannone, in parte già smantellata: almeno in due parti del video si vedono chiaramente dei pezzi della copertura cadere senza controllo. Ma oltre alle preoccupazioni dei residenti, bisogna registrare la sorpresa. La vicenda di quell'area, che si affaccia su Via Cagliari al confine con Santa Giusta, è complicata, si intreccia con varie inchieste giudiziarie e ha rappresentato per decenni una delle peggiori cartoline d'ingresso di Oristano. Ora verrà rasa al suolo, al suo posto sorgerà un nuovo supermercato. Il permesso di costruire è stato concesso dal Comune il 23 febbraio scorso e il committente dei lavori è un colosso del settore discount, MD, che risulta, dal cartello dei lavori, essere anche proprietario dell'area. Vicenda complessa e contorta. Qui, a partire dagli Settanta, era ospitato lo stabilimento della Caldersarda per la produzione di cisterne e vasconi in cemento. Poi il breve, e inconsistente, sogno industriale oristanese tramonta e la struttura viene abbandonata, diventando dagli anni Novanta in poi un reperto sempre più decadente di archeologia industriale.

Anche l'interesse delle varie amministrazioni sull'area lentamente svanisce, gli occhi degli oristanesi si abituano a quella bruttura piazzata proprio nel principale ingresso cittadino per chi arriva dalla Sardegna meridionale.

Dopo alcune liti sulla proprietà, e dopo che nel 2011 la Forestale trova, in un terreno di Simaxis, una discarica interrata abusiva che raccoglie anche rifiuti in calcestruzzo provenienti dall'ex Caldersarda, l'argomento torna al centro delle attenzioni cittadine nel 2019, quando viene arrestato un impresario edile interessato alla realizzazione di una lottizzazione commerciale nell'area. Il dirigente del comune Giuseppe Pinna aveva denunciato un tentativo di corruzione: circa 4 mila euro lasciati all'interno di una busta regalo, contenente torrone e vino. La vicenda si è conclusa con un patteggiamento di due anni.

Davide Pinna

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