Stava soffocando, salvata dalla postina

Bimba di Nurachi deve la vita alla manovra di Heimlich. Monica Garippa: «Ho messo in pratica il corso di primo soccorso»

NURACHI. A volte la sottile linea che passa fra la vita e la morte è una questione di pochi, decisivi secondi.

Monica Garippa, di professione portalettere, mentre svolgeva il suo lavoro, ha sentito il grido di una madre che chiedeva aiuto per sua figlia. La donna si è subito avvicinata e senza perdere tempo ha effettuando una manovra antisoffocamento, ha salvato la vita alla piccola.

La bella storia arriva da Nurachi, il Comune dove Monica presta il suo servizio per Poste Italiane. «Era il 20 dicembre – ricorda – e stavo effettuando il normale giro di consegna della posta con l'auto aziendale, quando ho sentito qualcuno gridare aiuto. Ho aperto la portiera e continuavo a sentire la voce di una donna che chiedeva soccorso. Mi sono girata ed ho visto una ragazza che, in un cortile poco distante, teneva in braccio una bambina molto piccola. Si è rivolta a me chiedendomi di chiamare subito il 118 perché la bambina stava soffocando».

Monica inizialmente ha pensato di chiamare i soccorsi, poi però è tornata sui suoi passi ed è intervenuta in prima persona.

«D'istinto, senza pensare troppo, ho deciso di tornare indietro – spiega – ho detto alla madre che avevo effettuato un corso di primo soccorso e che avrei potuto fare la manovra di Heimlich, che anche lei nel frattempo stava provando a fare, senza esito».

L'intervento si è rivelato provvidenziale. «Ho preso la bambina per effettuare la manovra - racconta Monica - e al mio secondo tentativo, quando ormai era violacea, ha espulso dalla bocca un pezzetto di formaggio che aveva in gola e che le impediva di respirare».

E poi il pianto letteralmente liberatorio. «Ha iniziato a piangere – ricorda Monica – le ho dato un bacio e l’ho restituita alla madre. Solo successivamente ho chiamato il 118, che è arrivato in brevissimo tempo e che mi ha rassicurato sulla correttezza della manovra e sulla scelta di metterla in atto tempestivamente». La postina a quel punto ha avvisato il suo responsabile, e dopo che il 118 ha accertato che la bambina stava bene, ha ripreso il suo lavoro di tutti giorni. A Nurachi in tanti le hanno fatto i complimenti per il coraggio dimostrato e la prontezza di riflessi. «Nell'eseguire la manovra ho agito d’impulso – dice – conscia di quanto appreso durante il corso di primo soccorso che ho avuto modo di fare a scuola. A mente fredda mi sono chiesta se avessi agito correttamente. Ma la madre della bimba mi ha rassicurato, dicendomi che avevo agito per il meglio, e mi ha ringraziata». Monica ci tiene a mandare un messaggio importante: «I corsi di primo soccorso sono fondamentali - sottolinea - e dovrebbero essere obbligatori in tutte le scuole, perché possono contribuire a salvare una vita».

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