«Regole troppo rigide per la pista skate»
Daniele di Sannio, appassionato e istruttore federale, contesta orari e tassa di iscrizione: «Così si allontanano i ragazzi»
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ORISTANO. «Apertura tutto il giorno dal lunedì alla domenica e nessuna quota di iscrizione». Sono queste le richieste degli skater oristanesi in vista dell'imminente approvazione da parte del Consiglio comunale del regolamento per l'utilizzo dello skate park cittadino. La struttura, realizzata dal Comune con un finanziamento della Fondazione di Sardegna all'interno del giardino dello Spazio Giovani “Flavio Busonera” è stata inaugurata lo scorso 21 luglio e, dopo l'iniziale entusiasmo, sembra che nella comunità degli sport rotellistici i sentimenti siano più tiepidi. «Il regolamento non è certo tutto da buttare, anzi contiene molte cose positive – è il commento di Daniele Di Sannio, animatore dell'associazione “Rollor – Skate team Oristano – ma ci sono alcuni aspetti che rischiano di allontanare chi pratica e chi è semplicemente interessato a questa pratica sportiva». Milanese, 43 anni, Di Sannio abita nell'Oristanese da cinque anni e fin da subito è stato uno dei volti più attivi di un mondo variegato e spesso underground. Dalla sua, ha anche la qualifica di istruttore federale. Niente di cui sorprendersi: lo skateboard ha debuttato ai Giochi Olimpici di Tokyo la scorsa estate e anche in Italia ha un'organizzazione strutturata, con la Federazione Italiana Sport Rotellistici affiliata al Coni. «Sono il primo a essere contento del fatto che lo skate park sia controllato, ma questo controllo va conciliato con le esigenze di una comunità che è ciò che tiene vivo uno skate park e che ha una certa propensione per la libertà». Gli aspetti da limare sarebbero tanti, dall'obbligo di casco anche per maggiorenni ed esperti sino alle regole che impongono un numero massimo di persone. Tutti elementi secondari, però, rispetto alle richieste principali: «Gli skate park, per loro natura, devono essere liberi al cento per cento. Fino ad oggi l'apertura è stata garantita con orari scomodi, soprattutto per chi vorrebbe venire da fuori Oristano. È giusto che la struttura sia chiusa la notte, ma non sarebbe meglio se il Comune aprisse i cancelli tutti i giorni dalle 9 e 30 sino alle 23 e 30, come accade in molte città d'Italia?». L'altro aspetto che, secondo Di Sannio, può allontanare le persone è quello del pagamento della quota annuale, per ora fissata in 25 euro. «Non sono tanti soldi, ma molta gente viene una volta ogni tanto e se gli si dice che deve pagare, semplicemente gira i tacchi e se ne va. La comunità oristanese ora come ora preferisce praticare in luoghi come i palazzi Saia, piazza Cattedrale o piazza Stagno a Cabras. Io speravo che con la nuova struttura il movimento potesse crescere, ma mi pare che le fondamenta si siano sfaldate e molti ragazzi che si erano avvicinati abbiano perso fiducia».
Davide Pinna
Davide Pinna
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