La caccia diventa solidale: il bottino va alla mensa della carità
Un nutrito gruppo di cacciatori ha portato la carne di cinghiale alle suore Giuseppine
Marrubiu Chissà se alla mensa della carità di Oristano hanno già avuto modo di mettere sul fuoco il ragù di cinghiale o se hanno preparato la cacciagione donata loro nei giorni scorsi. Di certo c’è che la dispensa delle suore Figlie della Carità di San Giuseppe è stata rifornita grazie alla quarta edizione della “Caccia solidale”, che si è svolta giovedì scorso nelle campagne di Marrubiu. L’iniziativa, che ha assunto ormai un carattere stabile nel calendario venatorio locale, ha registrato quest’anno l’edizione più partecipata di sempre: oltre 110 tra cacciatori e cacciatrici sono arrivati da diversi centri della Sardegna per partecipare a una giornata dove l’obiettivo dichiarato non era il carniere personale, ma il supporto alla struttura caritatevole oristanese cui si rivolgono parecchie persone.
Il progetto è stato coordinato dall’Associazione Caccia pesca tradizioni Sardegna–Italcaccia, guidata da Marco Efisio Pisanu, in collaborazione con la società Autogestita di caccia di Marrubiu sotto la presidenza di Bernardino Carta. «La giornata è servita a confermare il legame tra l’attività venatoria e l’impegno verso le realtà che assistono chi è in difficoltà», ha commentato il presidente del Cpts, Pisanu, sottolineando come la partecipazione sia cresciuta costantemente negli anni. Al termine delle operazioni sul campo, tutta la selvaggina prelevata è stata immediatamente messa a disposizione delle religiose che gestiscono la mensa nel capoluogo. L’appuntamento, che si è svolto in condizioni meteo favorevoli, si è chiuso con il ringraziamento degli organizzatori ai partecipanti per il corretto svolgimento dell’attività. L’intenzione dichiarata dai promotori è quella di riproporre l’evento anche l’anno prossimo, mantenendo fermo il principio della devoluzione dell'intera cacciagione per fini sociali.