La Nuova Sardegna

Oristano

Il disagio

La borgata è al buio da un mese, i residenti finiscono la pazienza. «Andiamo dai carabinieri»

di Paolo Camedda
La borgata è al buio da un mese, i residenti finiscono la pazienza. «Andiamo dai carabinieri»

Dopo le inutili segnalazioni, la mossa estrema

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Cabras Dopo un mese di buio, la pazienza è esaurita. «A Funtana Meiga l’illuminazione pubblica è assente dal 3 febbraio. Siamo esausti per questa situazione e, se entro domani, non verrà ripristinato questo servizio essenziale, presenteremo un esposto ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio e pericolo arrecato all’incolumità dei cittadini». È l’ultima spiaggia, una mossa della disperazione da parte dei residenti di fronte a nessuna risposta. Nonostante abbiano evidenziato a più riprese il problema, il grido di denuncia partito soprattutto da chi vive stabilmente nella borgata è finora caduto nel vuoto. Per questo si dicono pronti a passare ai fatti per far valere i loro diritti. Gli aderenti al comitato chiariscono: «Mentre l’amministrazione promuove il Sinis e i Giganti di Mont’e Prama in contesti nazionali e internazionali di prestigio, i borghi del territorio versano in condizioni di abbandono che ricordano contesti di estrema povertà. Anche a Natale era mancata l’illuminazione, è già la seconda volta nell’anno appena iniziato». Da parte di tutti c’è grande preoccupazione: «L’oscurità totale, unita al fato che la borgata è in pendenza, fatta di salite e discese ripide, ci espone a rischi». C’è poi il pericolo rappresentato dai cinghiali, che dal buio sono incoraggiati a spingersi sino alle case: «L’emergenza è fuori controllo. Hanno letteralmente arato i bordi delle strade principali e penetrano quotidianamente nei cortili privati». I residenti contestano anche alcune scelte fatte dall’amministrazione comunale: «Ci troviamo di fronte a un paradosso amministrativo e patrimoniale inaccettabile. Le infrastrutture della borgata sono private, ma a incassare è poi l’ente pubblico. Le strade, le fogne, il depuratore e l’illuminazione di Funtana Meiga sono state realizzate e pagate interamente dagli oneri dei soci privati, eppure il Comune ha istituito parcheggi a pagamento su queste stesse vie, monetizzando su beni che non ha mai manutenuto». Sempre sul discorso dei parcheggi a pagamento aggiungono: «La beffa è anche tecnica. Le aree di sosta sono troppo piccole che, durante la stagione estiva caratterizzata da molte presenze di auto, risulta fisicamente impossibile aprire le portiere. Secondo noi, il servizio è perciò inefficiente e pensato solo per fare cassa». L’ultima stoccata riguarda il problema delle fogne: « [TESTO]Si ipotizza di convogliare i reflui di San Giovanni nel depuratore di Funtana Meiga, un’infrastruttura che ora viene considerata utile ma storicamente ignorata dall’ente pubblico[/TESTO]». Per i residenti, quindi, a fronte di «servizi minimi offerti» si sta usando «un atteggiamento eccessivamente sanzionatorio» verso chi vive nella borgata marina. La chiusura è ancora più forte: «Si investe in alta tecnologia per le Ztl a San Giovanni di Sinis, ma non si garantisce un punto luce». [COPYRIGHT] RIPRODUZIONE RISERVATA

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