Esplosione in casa, muore dopo due mesi di agonia: era accusato di strage
Luis Alejandro Frau, 39 anni, era ricoverato dal 17 maggio al Centro grandi ustionati di Sassari. Secondo i carabinieri, sarebbe stato lui a provocare volontariamente il devastante scoppio nella sua villetta
Terralba È morto ieri, venerdì 17, al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Sassari Luis Alejandro Frau, il 39enne rimasto gravemente ferito nell’esplosione che il 17 maggio aveva devastato la sua villetta a schiera in via Boccaccio, nel quartiere di Domus Beccias. L’uomo era ricoverato da quasi due mesi e si trovava in stato di arresto con l’accusa di strage. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e il decesso è avvenuto in seguito ad alcune complicazioni.
La deflagrazione si era verificata intorno alle 8.30 di una domenica mattina. Il boato, avvertito in una vasta zona del paese, aveva svegliato numerosi residenti e provocato il panico nel quartiere. L’esplosione aveva distrutto buona parte dell’abitazione, divelto finestre e mandato in frantumi i vetri, mentre fumo, fiamme e detriti avevano interessato anche l’area circostante.
Frau, unico occupante della casa, era riuscito ad allontanarsi dall’edificio, ma aveva riportato ustioni e ferite gravissime. Dopo i primi soccorsi degli operatori del 118 era stato trasferito in elicottero all’ospedale civile di Sassari.
Gli accertamenti svolti dai carabinieri della stazione di Terralba e della compagnia di Oristano avevano escluso l’ipotesi di un incidente domestico. Secondo la ricostruzione investigativa, il 39enne avrebbe volontariamente saturato l’appartamento con il gas fuoriuscito da due bombole non collegate all’impianto della casa, provocando poi l’esplosione con un accendino.
Un gesto che, secondo gli investigatori, aveva esposto a un grave pericolo anche gli abitanti delle case vicine. Per questo motivo nei suoi confronti era stata formulata l’accusa di strage.
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