La Nuova Sardegna

Rogo a Capo Frasca: «Così i turisti scappano»

di Luciano Onnis
Rogo a Capo Frasca: «Così i turisti scappano»

L'amministrazione comunale dà voce alla protesta contro il peso della servitù militare dopo l’incidente al poligono che ha distrutto 32 ettari di macchia mediterranea

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ARBUS. È un coro unanime: «Basta con i venti di guerra nel periodo estivo, basta con le esercitazioni aeree che creano pericoli e infastidiscono i turisti facendoli scappare, basta con una servitù militare che non da niente alla comunità locale». Da Arbus si leva alta la protesta delle istituzioni e della popolazione per la presenza di top gun delle aeronautiche militari alleate in addestramento nei cieli della parte più settentrionale della costa. Dopo l’incendio dell’altro ieri, le polemiche divampano.

E non basta l’annuncio che le esercitazioni sono sospese fin quando non sarà istituito nella base un servizio antincendio minimale interno. «È uno stop che non ha alcun senso – dice il sindaco di Arbus, Francesco Atzori -, se domani portano nella base un’autobotte, riprendono immediatamente. Ed è questo che non vogliamo. Le spiagge sono affollate, i caccia si devono fermare da giugno a tutto settembre. E deve essere subito aperto un tavolo tecnico con Stato, Regione e Comuni con servitù militari».

Molto duro Rossano Vacca, consigliere comunale e segretario locale del Pd: «È uno schifo: stiamo subendo danni ambientali ed economici. L’aera di Capo Frasca, una autentica giara basaltica sul mare, è il regno della palma nana che si sta estinguendo a causa del fuoco militare. E non abbiamo alcun ritorno economico nonostante lo Stato guadagni ingenti somme nell’affittare il poligono alle forze alleate».

Non si discosta di una virgola Mondo Melis, consigliere di opposizione della lista ‘CambiAmo Arbus”: «Stiamo chiedendo da anni che Capo Frasca ci venga resa. Non solo questo non è ancora stato fatto, ma così fanno davvero fuggire i turisti dalle nostre località balneari».

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