La Nuova Sardegna

Produzione in calo ma il vino è migliore

di Luca Fiori
Produzione in calo ma il vino è migliore

Secondo i dati di previsione la raccolta dovrebbe essere inferiore del 20% Nelle tenute Sella & Mosca regna l’ottimismo: «L’uva è sana e di qualità»

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INVIATO AD ALGHERO. Un calo della produzione che dovrebbe attestarsi intorno al 20 per cento rispetto alla scorsa annata, ma una qualità migliore che farà dimenticare gli ettolitri prodotti in meno. La fine della vendemmia 2014 nell’isola vedrà meno botti piene, ma il vino che finirà in bottiglia sarà più buono di quello bevuto lo scorso anno. Le previsioni degli enologi per la raccolta in corso parlano di circa 580mila ettolitri che andranno sul mercato, contro i poco meno dei 640mila del 2013. Numeri che sembrano non preoccupare il team della Sella & Mosca: l'enologo Giovanni Pinna, l'agronomo Franco Farimbella e il responsabile commerciale Antonio Posadinu. La più grande azienda vitivinicola dell’isola da qualche anno, del resto, ha scelto di puntare più sulla qualità che sulla quantità. Da qualche giorno la tenuta alle porte di Alghero, fondata nel 1899 da due avventurosi piemontesi (l’ingegnere Erminio Sella, nipote di Quintino Sella, e dall'avvocato Edgardo Mosca) è in fermento: la vendemmia terrà occupati fino a metà ottobre, i circa 100 dipendenti in pianta stabile insieme agli altrettanti stagionali. «Quest’anno avremo meno vino – spiega l’agronomo Farimbella –, ma stiamo vendemmiando uve molto sane e di ottima qualità». E se la quantità inferiore dev’essere attribuita inevitabilmente agli agenti atmosferici, il merito della salute delle piante e del frutto va riconosciuto a chi segue l’andamento della vite durante tutto l’anno. «Il lavoro dell’agronomo – spiega Farimbella – dopo la vendemmia continua con la fase della potatura e legatura da novembre a marzo e poi nella gestione del verde della pianta da maggio a luglio». Dal 25 agosto nei 520 ettari della tenuta, sorta a pochi passi dalla necropoli di Anghelu Ruju, sono al lavoro le mani esperte del collaudato gruppo di raccoglitori e raccoglitrici. Dalle loro forbici e dalla loro sensibilità parte tutto: una catena di montaggio che passa sotto la supervisione di Giovanni Pinna, l’enologo che ha la responsabilità di dettare tempi e modi di raccolta, prima che inizi il processo di invecchiamento, nelle suggestive cantine scavate nella pietra. Costruite nel 1903, nulla hanno perso dell’antico fascino. Qui avviene l’affinamento dei rossi importanti come il Marchese di Villamarina, nelle tradizionali botti di pregiato rovere. «Abbiamo iniziato la vendemmia con la raccolta del merlot per il novello – spiega Antonio Posadinu il responsabile commerciale dell’azienda che dal 2002 fa parte del gruppo Campari – poi toccherà alla base spumante, per seguire con il Torbato e i rossi». L’azienda di Alghero che possiede anche 16 ettari in Gallura per la produzione del Vermentino e sei nel Sulcis, regno del Carignano, esporta fuori dai confini nazionali il 30 per cento di quello che produce. «Stati Uniti, Canada, Germania e Giappone – spiega Posadinu – sono i mercati dove siamo più forti, ma ora guardiamo anche alla Russia e alla Cina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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