La Rolex Cup accende il mito dei maxi yacht
Spettacolo nelle regate di barche diventate ormai leggenda
PORTO CERVO. E’ sempre tempo di vela a Porto Cervo. Da ieri la Rolex Swan Cup, ma ancora negli occhi di tutti c’è la Maxi Yacht Rolex Cup, che ha avuto un bellissimo epilogo con la premiazione di sabato nella Piazza Azzurra davanti allo yacht club. Epilogo del'edizione numero 25 della manifestazione. La presenza della principessa Zahra Aga Khan - al tavolo di rappresentanza insieme a Riccardo Bonadeo, commodoro del club, ai manager dello sponsor e al presidente della Classe dei Maxi yacht - ha sottolineato ancora una volta la vicinanza del Principe Aga Khan, fondatore dello Yacht club nel 1967, al mondo della vela e a questa manifestazione in particolare, evento che può essere considerato la punta di diamante del calendario velico targato Costa smeralda.
I maxi yacht hanno un loro circuito di regate che, da aprile a ottobre, interessa tutto il Mediterraneo. Ma è alla "Maxi" di Porto Cervo che queste barche non mancano mai, attratte dalla bellezza del campo in regata e dall'eleganza del contesto e dalla professionalità con la quale viene gestito l’evento.
Protagoniste, in banchina e sul mare, le barche. Diversissime tra loro, tutte in gara, anche se suddivise in varie gruppi, per il primo posto nella loro divisione. Splendidi e senza tempo i 5 J Class, repliche o restauri di barche da sogno costruite negli Anni 30: si chiamano Shamrock, Velsheda, Rainbow, Ranger, e hanno fatto sognare intere generazioni. Su Shamrock,che vuol dire "quadrifoglio", il miliardario Sir Thomas Lipton - quello del tè - tra gli Anni 30 e i 40 ha tentato più volte di conquistare la Coppa America: non c'è mai riuscito, e ha dilapidato una fortuna. Accanto ai J Class, con un "salto" di un secolo di ingegneria navale, i tecnologicissimi "Mini Maxi racers": le formule uno del mare, leggerissime e iper-manovrabili.
Vincitori di questa edizione Alegre tra i mini maxi, Lionheart tra i J Class, Magic Carpet 3 tra i Wally, Lupa of London tra i Maxi racing/cruising, Firefly tra i più grandi Supermaxi.
Ma a vincere su tutto è stata la bellezza della Sardegna, gli struggenti colori del mare di settembre, la dinamicità di un porto che ancora una volta si è dimostrato capace di accogliere queste "creature del mare" che con le loro dimensioni (e pescaggio) importanti.
Palma d'onore alla cornamusa del comandante del "Bristolian", barca battente bandiera inglese ma con equipaggio scozzese a bordo. Ogni giorno, all'uscita e al rientro in porto, il comandante del Bristolian indossava il kilt e in piedi a prua suonava la cornamusa salutando il cielo, e il mare. Un'usanza celtica che è arrivata, inaspettata e felice, anche qui a Porto Cervo.
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