Teatro dell’assurdo per raccontare la vita quotidiana
SASSARI. Dopo il successo del debutto, che ha registrato il tutto esaurito in entrambe le recite, la compagnia Bobòscianèl presenta domani alle 21 al teatro Civico il suo nuovo lavoro “Il Condominio...
SASSARI. Dopo il successo del debutto, che ha registrato il tutto esaurito in entrambe le recite, la compagnia Bobòscianèl presenta domani alle 21 al teatro Civico il suo nuovo lavoro “Il Condominio 123”. Lo spettacolo propone un drastico cambio di ambientazione rispetto al collaudato repertorio della compagnia, diventata nota e amatissima dal pubblico col filone delle “cene con delitto” dedicato alla parodia dei gialli alla Agatha Christie.
La nuova produzione, realizzata in collaborazione con l'Ersu di Sassari, nasce da un progetto didattico rappresenta infatti il momento conclusivo del laboratorio della scuola di recitazione di Bobòscianèl condotta da Laura Calvia e Daniele Coni. Nel testo inedito di Coni sono narrate le ultime ore di un condominio prima di una catastrofe coscientemente architettata dagli stessi stravaganti inquilini e da un'arcigna portiera. Rifiutando di abbandonare lo stabile, che il comune raderà al suolo, i condomini decidono di rimanere barricati nei vari appartamenti e di saltare in aria insieme al palazzo. «L'improbabilità della vicenda narrata – dice Coni – assume corpo e credibilità perché giocata con le dinamiche del teatro dell'assurdo, stile teso e visionario che perfettamente si accorda con la follia del testo». Sul palco sono protagonisti assoluti 16 giovani attori impegnati a raccontarsi e raccontare i legami e le singolari storie che uniscono i membri di ogni famiglia ai “vicini”di pianerottolo. «Attraverso il teatro dell'assurdo il pubblico vivrà le aberrazioni, la solitudine, l’incomunicabilità della vita quotidiana – dice Calvia – come se spiasse dal buco di una serratura, oltre i vetri di una finestra, l'intimità altrui. Partendo dalla credibilità del sentimento ogni attore ha sviluppato il proprio personaggio colorandolo di follia e tensione scenica e caratterizzandolo di una luce a tratti disumanizzata o, per opposto, eccessivamente umana». Il percorso pedagogico che sta alle spalle della messa in scena ha potuto scandagliare il testo nelle sue diverse sfaccettature e sondare nel profondo i caratteri dei “condomini”. Laura Calvia e Daniele Coni, oltre alla fase di laboratorio, hanno curato la regia del lavoro che va a chiudere un anno di percorso didattico. Gli impianti scenografici e i costumi sono di Mattia Enna. Il disegno luci di Grandi Luci di Tony Grandi.
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