Allarme incendi: la Sardegna è sotto attacco

La maggior parte dei roghi sono dolosi: giornata da incubo a Porto Pozzo, Torpè, Costa Rei e Ogliastra

SASSARI. Fiamme ovunque, famiglie in fuga dalle case, turisti messi in salvo con i gommoni, ettari su ettari di bosco e macchia mediterranea in cenere. Sono già almeno 3500 quelli polverizzati negli ultimi dieci giorni, in un luglio da dimenticare sul fronte della lotta al fuoco: le temperature bollenti e il maestrale sono un mix micidiale che non concede tregua e rendono tutto più semplice ai criminali del cerino.

I roghi di ieri 25 luglio sono quasi tutti dolosi, da quello di Porto Pozzo (Santa Teresa di Gallura) a quelli di Quartu e Muravera. Indaga il Corpo Forestale: a Quartu i roghi sono stati appiccati in 6 punti. In campo tutti i mezzi, sia quelli a terra sia quelli aerei, regionali e statali, tra enormi difficoltà. Ieri alcuni elicotteri si sono dovuti arrendere alla forza del vento, fortissimo in particolare in Gallura e nelle coste del Nord Ovest.

E l’allarme rosso continua: la Protezione civile ha esteso sino alle 18 di oggi l’allerta massima con rischio incendi altissimo in quasi tutta la Regione. Saranno altre 24 ore di paura. Come quelle appena trascorse, segnate da incendi quasi ovunque, da un capo all’altro dell’isola. Notte da incubo a Porto Pozzo, dove le fiamme sono ripartite ieri sera. Ma è stata una giornata difficile a Costa Rei, con i turisti costeetti alla fuga dai resort, in Ogliastra dove ugualmente sono state sgomberate strutture ricettive. A Torpà si contano i danni con il dolore per la devastazione del bosco patrimonio dell'Unesco.

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