La Nuova Sardegna

Alessandro, studente nuorese modello che sogna Marte e la Ferrari

di Luciano Piras
Alessandro, studente nuorese modello che sogna Marte e la Ferrari

È tra i migliori 25 d’Italia. Nominato da Mattarella “Alfiere del lavoro”. Diplomato al liceo Fermi, studia ingegneria all’Imperial college di Londra

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NUORO. «Prego, da questa parte». Fa strada con passo deciso, Alessandro Bullitta. «Qui, in ascensore, tre piani, poi c’è soltanto una rampa di scale» avvisa. Cordiale e affabile, con un sorriso appena appena abbozzato. «No, no – dice –, non sono un cervello in fuga dall’Italia. Studio a Londra, vorrei laurearmi lì, magari frequentare un master e chissà... perché no? anche un dottorato. Voglio acquisire basi solide all’estero, ma l’intenzione è di tornare qui in Italia e fare qualcosa per il mio Paese» assicura questo diciannovenne di Nuoro futuro ingegnere aeronautico, felpa grigio scuro rigata di bianco, mentre apre la porta di casa sua, in viale della Costituzione. Alessandro è tornato per le vacanze, ma già pensa al prossimo esame da sostenere all’Imperial college of science, technology and medicine.

«Finora ho dato un parziale di Engineering design, un parziale di Informatica e un supplementare di Lingua cinese». E naturalmente ha fatto subito centro, c’era da aspettarselo da un ragazzo come lui premiato lo scorso novembre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in persona.

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Al Quirinale, Alessandro Bullitta è arrivato con altri 25 migliori studenti d’Italia (compresa un’altra sarda, Chiara Bongiovanni, di Quartu Sant’Elena), nominati Alfieri del lavoro per meriti scolastici. «Una sensazione abbastanza strana». Colpito soprattutto «dalla voce molto profonda e dagli occhi penetranti ma gentili» del capo dello Stato che gli chiedeva della capitale dell’Inghilterra e del Regno Unito. «La mia scuola mi aveva candidato lo scorso maggio, ma a dire la verità me ne ero dimenticato» racconta. Sono stati mamma Gianfranca Carboni, pediatra, e papà Francesco, ingegnere, ad avvisarlo della graditissima sorpresa, quando lui era già a South Kensington. Un altro medaglione per gli anni passati al Liceo scientifico Fermi di via Veneto, dove ora studia la sorella quattordicenne Giulia.

Sì, perché l’istituto diretto da Bachisio Porru prima e da Maria Antonietta Ferrante poi, ha dato alla famiglia Bullitta parecchie soddisfazioni. Alessandro, è vero, ha chiuso con il massimo dei voti, ma è altrettanto vero che è un campione anche delle Olimpiadi di italiano: secondo posto nazionale a Firenze, quando frequentava la prima superiore; in finalissima, sempre a Firenze, quando lui era in terza superiore; in finale, a Torino, l’anno del diploma «ma ho rinunciato a partecipare perché l’appuntamento era in concomitanza con la Simulazione dell’assemblea generale Onu a Nuoro» spiega lo studente modello.

È proprio grazie a questa opportunità offerta dal Fermi che Alessandro ha potuto perfezionare il suo inglese: in seconda e in terza era delegato della Turchia e dell’Argentina; in quarta della Cina oltre che organizzatore. In quinta, infine, era il delegato della Russia ma anche il direttore della Simulazione. Come poteva, perciò, lasciare l’assise mondiale (simulata) riunita al Teatro Eliseo di via Roma per andare a Torino? Del resto, Alessandro Bullitta, che ha sempre praticato l’atletica leggera (ora a Londra va in palestra di Kung fu), era abituato al gioco di squadra, anche sul versante delle equazioni, dei multipli e dei fattori primi dispari distinti. «Sì – confessa schietto con gli occhi che gli brillano –, ho sempre partecipato alla fase finale di Cesenatico delle Olimpiadi a squadre di matematica!». E la matematica, che Dio salvi la matematica oltre che la Regina, è stata la sua fortuna quando ha spedito via email all’Imperial college of London un elaborato di 300 parole su un possibile viaggio dell’uomo su Marte, sulla struttura dell’astronave, sull’orbita e sulla traiettoria. «È stata una settimana particolarmente stressante» ironizza ora che può permetterselo. Poco prima del diploma al Fermi, infatti, Alessandro ha tentato lo sbarco su Londra con una pratica online. «Non ho provato né a Cambridge né a Oxford, l’iter in entrambi i casi era molto più lungo, invece ho mandato una richiesta all’University college of London, ma non mi hanno preso: la mia presentazione era troppo generica, e in Inghilterra si dà molto risalto alla tua convinzione personale». Un’altra lezione imparata. Tant’è vero che all’Imperial college, di strade Alessandro Bullitta tre ne ha tentate tre ne ha azzeccate. Ha superato il test di ingresso al corso di Ingegneria civile. Ha superato il colloquio di ingresso al corso di Ingegneria elettrica ed elettronica. E anche dal corso di Ingegneria aeronautica è arrivato l’ok per l’elaborato su Marte.

«L’uomo dovrebbe avere più coraggio – va avanti lo studente nuorese – e puntare in alto con una stazione spaziale che abbia come prerogativa non soltanto la ricerca pura. Dovrebbe puntare a una base orbitante intorno alla Terra... ». Lo scenario sembra più reale di “Star Wars” (Alessandro ha una passione sconfinata per il cinema), a sentirlo parlare con una lucidità e una passione introvabili. «No, non è detto che andrò a lavorare in una Agenzia aerospaziale – dice –, a me piacerebbe creare una start up tutta mia». Poi magari finirà che andrà a dirigere qualche settore della Boeing o dell’Airbus, per restare nell’aviazione civile. «Oppure in Formula Uno – si illumina –, alla Ferrari magari». Lui che tifa per il Cavallino rampante della Rossa e per la Zebra della Juventus.
 

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