L’isola gialla da lunedì ma spera nel bianco
Sicuro il cambio di colore: nelle ultime ore cresce l’ipotesi del doppio salto Le Regioni la spuntano sul governo: l’indice Rt non sarà più determinante
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Di sicuro gialla da lunedì, ma la Sardegna addirittura potrebbe fare un doppio balzo: dalla zona arancione, l’attuale, a quella bianca. È un’indiscrezione, rimbalzata dal Comitato tecnico scientifico dell’Istituto superiore di sanità a ventiquattr’ore dal consueto monitoraggio settimanale del venerdì, quello decisivo. Tra l’altro quest’indiscrezione è circolata nello stesso giorno in cui il ministro della salute, Roberto Speranza, ha accettato la proposta delle Regioni e infatti fra pochi giorni saranno modificati anche gli indicatori a monte delle prescrizioni. Rispetto agli annunci dell’altro giorno, però, rimarranno i quattro colori – rosso, arancione, giallo e bianco – ma vincolati non più all’indice di contagio, l’R con t. Stavolta a essere determinanti saranno il numero di nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti e i posti letto occupati, ogni sette giorni, nelle terapie intensive e sub intensive. «La nuova tabella è un successo conquistato da tutte le Regioni, noi siamo stati i capofila, perché sarebbe stato da folli vivere un’intera estate in ostaggio dell’indice R con t», ha commentato a caldo l’assessore alla sanità Mario Nieddu.
Gialla o bianca. Dopo due settimane consecutive in zona arancione, imposizione sempre contestata dalla Regione, venerdì ci sarà la svolta. Forte di tutti gli indicatori sotto soglia, nella settimana dal 3 al 9 maggio, la Sardegna sarà promossa. Merito di un R con t inferiore allo 0,74 registrato dal 29 aprile al 2 aprile. Stando a una proiezione dovrebbe essere diminuito ancora dopo i 14 giorni in arancione, e infatti la valutazione di rischio sarebbe stata ridimensionata da bassa a molto bassa. Sono stati proprio questi dati ad aver aperto la strada all’ipotesi che potrebbe avverarsi la doppia promozione fino alla zona bianca. C’è solo un problema, per entrare nella fascia meno restrittiva, quella già vissuta dalla Sardegna ai primi di marzo, i contagi sotto quota 50 ogni 100mila devono essere confermati per tre settimane di seguito. Per ora, stando ai dati ufficiali, il filotto della Sardegna è stato di soli 14 giorni e quindi tutto dipenderà dal monitoraggio di domani. È difficile che la cabina di regia nazionale, dimostratasi finora molto rigida, non consideri per il verdetto finale anche i valori della terza settimana, verificando quindi se è stato raggiunto o meno il record dei 21 giorni consecutivi lontano da ogni emergenza sanitaria. A questo punto, lunedì la Sardegna dovrà accontentarsi dell’arancione e semmai puntare al bianco dal 24 maggio in poi.
Nuova tabella. La trattativa fra le Regioni e il Governo non è stata facile. Nonostante la volontà comune di correggere i criteri, è stato necessario un compromesso per chiudere l’accordo. E infatti rimarranno i quattro colori, le Regioni avrebbero preferito invece tre fasce, ma a essere determinante non sarà più l’indice di contagio. Come previsto, a breve a essere decisivi saranno soprattutto i nuovi contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Dai 250 in su sarà automatica l’ingresso in zona rossa, sotto quella quota e fino a 150 scatterà l’arancione, da 149 a 50 il giallo e infine la fascia bianca ma solo se i casi saranno meno di 50. Il secondo nuovo parametro decisivo sarà quello dell’occupazione dei posti letto, il cosiddetto R con t ospedaliero. Se la percentuale sarà maggiore del 30 per cento in terapia intensiva e del 40 nei reparti non intensivi, la zona rossa sarà inevitabile. Di contro, se gli stessi valori saranno uguali o inferiori al 20 per cento (terapia intensiva) e al 30 (sub intensiva) alle Regioni sarà assegnato il giallo. C’è dell’altro: è passata anche la proposta della Sardegna, sostenuta dall’assessore Nieddu, di possibili chiusure territoriali e non più solo regionali. In questo caso, saranno le stesse Regioni a imporre le prescrizioni ai Comuni dove sono stati registrati i focolai. In chiusura del vertice, i ministri Speranza e Maria Stella Gelmini (affari regionali) hanno confermato che sul «possibile spostamento del coprifuoco – dalle 22 alle 23 o alle 24 – il Governo non deciderà prima di lunedì prossimo». (ua)
Gialla o bianca. Dopo due settimane consecutive in zona arancione, imposizione sempre contestata dalla Regione, venerdì ci sarà la svolta. Forte di tutti gli indicatori sotto soglia, nella settimana dal 3 al 9 maggio, la Sardegna sarà promossa. Merito di un R con t inferiore allo 0,74 registrato dal 29 aprile al 2 aprile. Stando a una proiezione dovrebbe essere diminuito ancora dopo i 14 giorni in arancione, e infatti la valutazione di rischio sarebbe stata ridimensionata da bassa a molto bassa. Sono stati proprio questi dati ad aver aperto la strada all’ipotesi che potrebbe avverarsi la doppia promozione fino alla zona bianca. C’è solo un problema, per entrare nella fascia meno restrittiva, quella già vissuta dalla Sardegna ai primi di marzo, i contagi sotto quota 50 ogni 100mila devono essere confermati per tre settimane di seguito. Per ora, stando ai dati ufficiali, il filotto della Sardegna è stato di soli 14 giorni e quindi tutto dipenderà dal monitoraggio di domani. È difficile che la cabina di regia nazionale, dimostratasi finora molto rigida, non consideri per il verdetto finale anche i valori della terza settimana, verificando quindi se è stato raggiunto o meno il record dei 21 giorni consecutivi lontano da ogni emergenza sanitaria. A questo punto, lunedì la Sardegna dovrà accontentarsi dell’arancione e semmai puntare al bianco dal 24 maggio in poi.
Nuova tabella. La trattativa fra le Regioni e il Governo non è stata facile. Nonostante la volontà comune di correggere i criteri, è stato necessario un compromesso per chiudere l’accordo. E infatti rimarranno i quattro colori, le Regioni avrebbero preferito invece tre fasce, ma a essere determinante non sarà più l’indice di contagio. Come previsto, a breve a essere decisivi saranno soprattutto i nuovi contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Dai 250 in su sarà automatica l’ingresso in zona rossa, sotto quella quota e fino a 150 scatterà l’arancione, da 149 a 50 il giallo e infine la fascia bianca ma solo se i casi saranno meno di 50. Il secondo nuovo parametro decisivo sarà quello dell’occupazione dei posti letto, il cosiddetto R con t ospedaliero. Se la percentuale sarà maggiore del 30 per cento in terapia intensiva e del 40 nei reparti non intensivi, la zona rossa sarà inevitabile. Di contro, se gli stessi valori saranno uguali o inferiori al 20 per cento (terapia intensiva) e al 30 (sub intensiva) alle Regioni sarà assegnato il giallo. C’è dell’altro: è passata anche la proposta della Sardegna, sostenuta dall’assessore Nieddu, di possibili chiusure territoriali e non più solo regionali. In questo caso, saranno le stesse Regioni a imporre le prescrizioni ai Comuni dove sono stati registrati i focolai. In chiusura del vertice, i ministri Speranza e Maria Stella Gelmini (affari regionali) hanno confermato che sul «possibile spostamento del coprifuoco – dalle 22 alle 23 o alle 24 – il Governo non deciderà prima di lunedì prossimo». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
