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Tre aquile di Bonelli per ripopolare le montagne dell’isola

Tre aquile di Bonelli per ripopolare le montagne dell’isola

I pulli inviati dalla Sicilia, altri 4 in partenza dalla Spagna. Resteranno un mese in voliera, poi saranno liberati

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CAGLIARI. Con l'arrivo di altri tre esemplari di aquile di Bonelli, giunte nel fine settimana dalla Sicilia, aumenta il numero di esemplari in Sardegna. La consegna dei tre rapaci è stata resa possibile grazie al progetto Comunitario «Aquila A-Life» nato in collaborazione con l'Ispra e il supporto logistico di Forestas e Corpo Forestale.

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, si arricchisce così il numero di esemplari nell'isola con altri tre giovani esemplari che, per il terzo anno consecutivo, contribuiranno al programma di reintroduzione. Le tre splendide aquile del Bonelli sono arrivate ieri dalla Sicilia e non saranno le sole a volare sulle montagne dell’isola. Nei prossimi giorni, infatti, sono attesi altri quattro esemplari che sono in partenza dalla Spagna.

I pulli provengono da Life Conrasi (progetto UE) e Gruppo tutela rapaci (che hanno catturato i rapaci). «Si tratta di un progetto Comunitario – ha commentato l'assessore dell'Ambiente, Gianni Lampis – che ha già consentito di portare in Sardegna 20 aquile del Bonelli su un progetto che ne prevede 25. Purtroppo 5 di questi esemplari sono morti a causa di una elettrificazione presente sul territorio regionale. Ma grazie ad un accordo di collaborazione con Enel stiamo cercando di capire quali possano essere le opere necessarie per garantire la salvaguardia di questa specie».

Le tre aquile arrivate questo fine settimnana – ha proseguito l'esponente della Giunta Solinas – verranno portate subito a Bitti, in una voliera dove per un mese ci sarà il periodo di ambientamento e crescita. Poi provvederemo alla loro reintroduzione nell’ambiente. Già in questa stagione estiva inoltre verrà inaugurata un'altra voliera in territorio di Bosa e siamo già al lavoro per la realizzazione di una terza voliera nella Sardegna meridionale». È previsto, nel corso dei 5 anni del progetto (che va dal 2018 al 2022 e comprende tutta l’area del Mediterraneo occidentale) il rilascio in Spagna e Sardegna di 100 esemplari complessivamente. In tre anni (2018-2020), sono stati rilasciati nell’isola venti esemplari tutti transitati dalla voliera di Crastazza-Bitti.

Purtroppo non tutti i rilasci sono stati fortunati come dimostrano i cinque esemplari ritrovati morti. I rapaci si sono dimostrati particolarmente esposti al pericolo dell'elettrocuzione. Un rischio comune a tante altre specie di uccelli in tutto il mondo e difficile da eliminare. In particolare poiane, barbagianni, gheppi, aquile minori e aquile reali, come evidenziano i dati di ingresso presso i centri di recupero della fauna selvatica.

E la portata del fenomeno è difficile da quantificare e sicuramente più ampia di quanto si pensi, perché nella maggior parte dei casi il rilevamento della morte è del tutto casuale. E’ importante quindi – fa sapere il corpo forestale – segnalare il ritrovamento di uccelli morti alla base di piloni o linee elettriche. E si auspica in Sardegna un maggiore coinvolgimento delle compagnie elettriche per la messa in sicurezza delle linee più pericolose, senza il quale anche i progetti più belli rischiano di fallire in partenza.

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