Covid, vaccini: si valuta la terza dose per gli operatori sanitari

Anche tra medici e infermieri i casi calano, ma meno rispetto al resto della popolazione

SASSARI. Tra gli operatori sanitari i casi di infezione da Coronavirus sono in calo dalla metà di agosto, ma più lentamente rispetto alla diminuzione registrata nel resto della popolazione. Stando al Report Esteso dell'Istituto Superiore di Sanità, la forte diminuzione generale di infezioni vista dal 15 di agosto in poi, tra i sanitari si abbassa con maggiore lentezza. Una dato di fatto evidentemente tenuto in considerazione dal Comitato tecnico scientifico che oggi ha fornito il suo parere sulla somministrazione della cosiddetta terza dose di vaccino indicando tre categorie: gli over 80, gli ospiti delle Residenze sanitarie assistite e i medici considerati più a rischio. In assoluto però la curva del contagio nel Paese fa ben sperare e a certificarlo sono anche i dati forniti ieri dal report dell'Inail: le denunce di casi di Covid sul lavoro presentate nei primi otto mesi di quest'anno sono in calo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2020. Da inizio pandemia sono state in tutto 180 mila. I decessi totali per l'infezione da virus contratta sul posto di lavoro sono stati 747. Più di un quarto, secondo l'analisi dell'Associdelazione italiana ospedalità privata (Aiop), è avvenuto tra il personale sanitario e socio-assistenziale.

I numeri tuttavia non corrispondono integralmente alla realtà della categoria, poichè nei conti dell'Inail non entrano gli infortuni sul lavoro (contagi da SarS-CoV2) di quegli 80mila medici non dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Cioè, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, medici del 118 convenzionati, guardie mediche e specialisti ambulatoriali con convenzione che non fanno riferimento all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ma ad altre assicurazioni.«A quei 180 mila vanno quindi aggiunti 15-20 mila casi in più che riguardano proprio i medici che non dipendono dal Servizio sanitario nazionale», spiega Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) commentando il report dell'Inail e ricordando il grande numero di infezioni, specie all'inizio della pandemia, tra i medici di base. Per il presidente di Fnomceo sia il calo dei contagi sul lavoro, sia quello tra medici e infermieri in ogni caso significa che «i vaccini stanno funzionando alla grande».

«Stanno andando molto bene - spiega - tuttavia, le categoria di professionisti, non solo quella dei medici, vanno monitorate perchè qualora la curva dovesse ricominciare a salire, sarebbe fondamentale fare la terza dose».

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