La Nuova Sardegna

Corridoi, è scontro Stallo nei negoziati

di Cristoforo Spinella
Corridoi, è scontro Stallo nei negoziati

Mosca apre sei varchi umanitari. Il “cessate il fuoco” dalle 9 di oggi  Prudenza a Kiev. Ma dal vertice emergono «sviluppi positivi»

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ROMA. «Piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari». Il dramma di centinaia di migliaia di ucraini intrappolati sotto i bombardamenti russi è tutto racchiuso in queste scarne dichiarazioni del negoziatore di Kiev Mikhaylo Podolyak. Al termine del terzo round di colloqui con Mosca in Bielorussia nell'area della foresta di Bialowieza, durati quasi quattro ore, il consigliere del presidente Volodymyr Zelensky ha portato a casa solo la flebile speranza di un'intesa temporanea sulla creazione di vie d'uscita per i civili dalle città sotto attacco, che Mosca avrebbe concesso in un primo tempo solo verso i territori ostili di Russia e Bielorussia poi anche nel resto del PAese. Da domani alle nove potrebbe esserci un cessate il fuoco di qualche ora per aiutare la popolazione civile.
Speriamo che «finalmente i corridoi umanitari funzionino», ha detto il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky. «Gli ucraini ci hanno fornito rassicurazioni», ha spiegato. Dopo tre incontri in una settimana, le trattative riprenderanno «a breve», ma senza svolte all'orizzonte. «Non ci illudiamo di ottenere risultati definitivi nel prossimo round di colloqui, è un lavoro difficile», ha commentato il negoziatore russo Leonid Slutksy, che guida la commissione Esteri della Duma. Il braccio di ferro sui corridoi umanitari era durato tutto il giorno. Il ministero della Difesa di Mosca aveva annunciato un cessate il fuoco per l'avvio di sei percorsi sicuri: uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale). Ma Kiev ha smentito. «In violazione dei precedenti accordi, la Russia ha sabotato l'apertura dei corridoi umanitari per l'evacuazione della popolazione civile. Continua a bombardare Kiev, Mariupol, Volnovakha, Sumy, Mykolaiv, Kharkiv e altre città, Paesi e villaggi», ha denunciato il ministero degli Esteri, per ricevere la nuova replica di Mosca, che ha denunciato sabotaggi di «nazionalisti» ucraini. Le parti si sono incontrate con le stesse formazioni di giovedì scorso, quando già mancava il negoziatore ucraino Denis Kireyev, sulla cui sorte si è aperto un giallo: Kiev ne aveva annunciato l'uccisione durante lo svolgimento di un «compito speciale» e secondo indiscrezioni potrebbe essere finito sotto il fuoco amico per sospetto tradimento, ma Mosca ne ha messo in dubbio la morte. «Intense consultazioni sono proseguite sul blocco politico di base delle regole, oltre che su un cessate il fuoco e sulle garanzie di sicurezza», ha aggiunto Podolyak. La Russia ha prodotto una corposa documentazione su possibili accordi mirati. Ma lo stallo resta la cifra delle trattative, che sempre più appaiono come uno strumento per prendere tempo.
Se sul terreno, nel dodicesimo giorno di guerra, l'assedio si fa sempre più pesante, qualche spiraglio è arrivato invece dall'annuncio del primo incontro di alto livello tra le parti belligeranti giovedì in Turchia. Ad Antalya si incontreranno i ministri degli Esteri Serghei Lavrov e Dmytro Kuleba. Dopo la telefonata con Putin, Recep Tayyip Erdogan ha ottenuto la chance di mediazione su cui saranno puntati gli occhi del mondo. E anche la Cina si è detta disposta a dare il proprio contributo, pur senza mettere in dubbio l'asse con la Russia. Le condizioni di Mosca restano però draconiane: il riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk in Donbass e della sovranità russa sulla Crimea e la «neutralità» militare nella Costituzione ucraina, insieme all'addio alle aspirazioni di adesione alla Nato.
Mentre il Pentagono ha ordinato l'invio di altri 500 soldati in Europa, puntando ad arrivare a 100mila, le cancelliere occidentali continuano a preparare sanzioni.

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