La Nuova Sardegna

«Nessuno spionaggio sui dati di Solinas»

di Mauro Lissia
«Nessuno spionaggio sui dati di Solinas»

Il pm chiede il proscioglimento di 7 dipendenti dell’università

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CAGLIARI. Non c’è stata alcuna attività di spionaggio, i sette dipendenti dell’Università di Sassari accusati di accesso abusivo a sistema informatico per aver consultato i dati dell’ex studente di giurisprudenza Christian Solinas, oggi presidente della Regione, l’hanno fatto per ragioni d’ufficio e non hanno violato alcun divieto. Non sono solo i difensori a sostenerlo, è stato il nuovo direttore generale dell’Ateneo Marco Breschi a trasmettere alla Procura di Cagliari e al gup Manuela Anzani una nota che sembra aprire la strada al proscioglimento in udienza preliminare degli indagati. La richiesta di chiuderla qua, senza andare al giudizio pubblico, è già stata avanzata dal pm Rossella Spano, che ha preso atto del chiarimento e non ha insistito su un’accusa indebolita dall’iniziativa dell’Università: per il magistrato il fatto non sussiste, come dire che non c’è stata alcuna intrusione informatica. Gli avvocati Teresa Pes, Elias Vacca, Sebastiano Chironi, Nanni Campus, Maurizio Serra, Nicola Satta e Nicola Andrea Oggiano avevano già messo in chiaro come l’esame dei dati di uno studente, anche se laureato, facesse parte delle normali attività d’ufficio degli impiegati. Niente a che vedere - hanno sostenuto i difensori - con l’esplorazione clandestina della carriera di Solinas, soltanto lavoro. A chiedere il dibattimento è rimasto il patrono di parte civile Toto Casula, per il quale la vicenda merita comunque un approfondimento. La decisione del giudice arriverà il 6 giugno, quando gli indagati - Michele Meloni (45 anni) di Ittiri, Luigi Antonio Catogno (44) di Alghero e i sassaresi Paolo Deledda (54), Franca Carmela Sanna (56), Barbara Pes (46), Laura Mureddu (48) e Liana Carboni (49) - conosceranno il loro destino giudiziario.

A leggere il capo d'imputazione firmato dal pm Diana Lecca, tra gennaio e febbraio di tre anni fa i dipendenti degli uffici amministrativi universitari avrebbero usato la password in dotazione per esaminare la posizione di Solinas «con finalità - scriveva la Procura - estranee agli scopi e alle ragioni istituzionali di esistenza dell'archivio informatico». Tutto questo dopo che il Fatto Quotidiano aveva sollevato in alcuni servizi di cronaca dubbi sulla regolarità del corso di studi sostenuto da Solinas, rilevando anomalie che successivamente l'Università avrebbe chiarito considerando però riservato ogni passaggio della carriera universitaria dell'allora candidato alla presidenza della giunta regionale.

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