La Nuova Sardegna

Salute

Hiv, la Sardegna ha il record nazionale per le diagnosi tardive

Hiv, la Sardegna ha il record nazionale per le diagnosi tardive

Pochissimi istituti scolastici fanno educazione alla salute: «Occorre più sensibilità e prevenzione»

06 aprile 2024
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Sassari I social e Google potrebbero essere uno straordinario canale di informazione. Eppure le malattie sessualmente trasmissibili e i rischi che comportano restano pressoché sconosciute tra i ragazzi.

«Non se ne parla a casa, e purtroppo anche la scuola è carente di informazioni – dice l’infettivologo Antonio Pintus – il Devilla è uno dei rarissimi istituti sensibile a questo tema, che organizza degli incontri formativi». Alcuni genitori non sono nemmeno troppo entusiasti di questa educazione alla salute, perché significa affrontare in maniera esplicita argomenti tabù, come il sesso.

«Le mamme e i papà mi fanno tenerezza – dice il dottor Vincenzo Nardi – sono convinti che i propri figli siano senza peccato. Mi sento dire: sono dei bravi ragazzi, dei bamboccioni. Figuriamoci, mica corrono questi rischi». E invece le malattie sessualmente trasmissibili sono un’insidia da non sottovalutare. Anche l’Hiv, così come la sifilide, è una malattia di cui si sente parlare pochissimo. La possibilità di un contagio non sembra nemmeno contemplata. E da questo punto di vista la Sardegna ha un triste primato: il 61,3 % delle diagnosi di Hiv sono tardive, e lo stesso vale per il 45% dei casi di Aids. Significa che molte persone infette non sanno di esserlo, e si trovano in questa situazione da diversi anni.

Nell’isola le persone affette da Hiv sono circa 2500 e a queste va aggiunto un 10 per cento di sommerso, per cui in totale si arriva a 2700 soggetti. L’incidenza dell’Hiv per 100mila abitanti è di 2,1 casi. Il reparto di Malattie infettive di Sassari ha in carico 800 persone dal nord Sardegna, ma per fortuna la diffusione del virus è in netta diminuzione. Da gennaio il reparto di Malattie infettive dell’Aou di Sassari ha registrato un solo nuovo caso di HIV, e probabilmente il calo è dovuto alla Prep (la terapia che i negativi possono assumere per prevenire l’infezione). (lu.so.)

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