La Nuova Sardegna

Dopo il blitz

Sassari, il personal trainer indagato: «Qui alla Ludus lavoriamo in modo pulito»

di Luca Fiori
Sassari, il personal trainer indagato: «Qui alla Ludus lavoriamo in modo pulito»

Francesco Moretti è uno delle 24 persone finite nell’inchiesta dei Nas. A casa di altri bodybuilder trovate compresse e fiale di sostanze dopanti

09 maggio 2024
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Sassari «Quando hanno suonato il campanello di casa, pochi minuti prima delle cinque del mattino di mercoledì, io e la mia compagna ci siamo spaventati. Cinque carabinieri sono entrati nel nostro appartamento e come in un film ci hanno detto di non muoverci. Solo quando ci hanno spiegato che stavano cercando anabolizzanti, il sangue ha ripreso a scorrere nelle mie vene e ho tirato un sospiro di sollievo, perché sono sostanze che non utilizzo e che infatti non sono state trovate né nella mia abitazione né nella mia palestra».

Francesco Moretti, sassarese di 52 anni, fisioterapista e personal trainer, lavora da una vita nel mondo delle palestre cittadine, dove è molto conosciuto. Da qualche anno gestisce la “Ludus”, open space, due sale per le arti marziali e le vetrate che si affacciano sull’ultimo piano del centro commerciale La Piazzetta di Sassari. Insieme alla compagna è finito tra le 24 persone indagate dalla Procura delle Repubblica di Sassari per traffico di anabolizzanti e sostanze stupefacenti nelle palestre, che mercoledì mattina ha portato all’arresto di due persone (per possesso di marijuana) e a perquisizioni domiciliari e personali svolte dai carabinieri del Nas a Sassari, Nuoro, Torino e Genova.


«Le uniche cose che sono state sequestrate nel corso della perquisizione a casa mia – prosegue Moretti – sono due farmaci che mi erano stati prescritti dal medico, per via una malattia auto immune che servono per il dolore e per i quali il mio legale, l’avvocato Carlo Ermini, sta già preparando l’istanza di dissequestro, alla quale allegheremo la richiesta e le ricette del medico». Dopo la lunga perquisizione casalinga il blitz è proseguito a Predda Niedda all’interno della palestra. «Mi hanno chiesto di accompagnarli – spiega il fisioterapista – e anche in questo caso non hanno trovato quello che stavano cercando». Contemporaneamente altri militari si sono presentati a casa degli altri indagati (si tratta di 21 uomini uno dei quali è un carabiniere e tre donne) e nella palestra Spartan Fitness sempre a Predda Niedda, ma anche in questo caso non sono stati rinvenuti anabolizzanti.

All’operazione, che si è svolta nelle province di Sassari, Nuoro, Torino e Genova, hanno preso parte i carabinieri del Nas di Sassari - supportati in fase esecutiva - da quelli dei rispettivi Comandi Provinciali, dai Nas di Cagliari, Torino e Genova, dallo Squadrone CC Eliportato “Cacciatori” di Sardegna e dal Nucleo cinofili di Abbasanta, con l’impiego complessivo di oltre 100 militari dell’Arma. «Non so per qual motivo il mio nome sia finito in questa indagine – spiega Francesco Moretti – ma immagino che il motivo sia legato alla convinzione che nelle palestre possano esserci traffici illeciti, ma noi lavoriamo onestamente e non ammettiamo quel tipo di sostanze».

I Nas nel corso delle perquisizioni qualcosa di illecito effettivamente lo hanno trovato. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati - tutti conosciuti nel mondo locale del bodybuilding - sono state sequestrate 4.700 compresse e 120 fiale di sostanze dopanti. Tra queste il “Trenbolone”, uno steroide utilizzato in passato dai veterinari per aumentare la crescita muscolare e l’appetito degli animali, oltre a vari farmaci a base di testosterone e siringhe per l’assunzione degli anabolizzanti. L’ipotesi della Procura è che ci fosse un traffico che coinvolgeva anche altri atleti. L’inchiesta è solo all’inizio e i Nas potrebbero andare a bussare alle porte di altre palestre della provincia.


 

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