La Nuova Sardegna

La grande sete

Siccità, è emergenza totale. Ambrogio Guiso: «Prepariamoci alle autobotti»

di Paolo Ardovino
Siccità, è emergenza totale. Ambrogio Guiso: «Prepariamoci alle autobotti»

Il presidente del Consorzio di bonifica centrale avverte. «Pronti a far viaggiare le cisterne di notte, lontane dal traffico turistico»

19 maggio 2024
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Sassari I tavoli tecnici delle prossime settimane passeranno dal trattare progetti a lungo termine – costruire una nuova diga, installare dei dissalatori – a piani molto più pratici. Tipo «portare rifornimento di acqua dalle dighe ai comuni con le autobotti». Parole, sconsolate, di Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale. Lo scenario vale per tutta l’isola, ed è tanto probabile che esiste già una tabella di marcia: «Pronti a far viaggiare le botti la notte, dalle 2 alle 4, così che non rimangano intasate nel traffico».

Cisterne L’esordio di Guiso è tragicomico e rende l’idea come nessun’altra spiegazione, alla richiesta di previsioni sull’emergenza siccità, fraintende e pensa alle previsioni meteorologiche: «Dicono che domani (oggi, ndr) debba piovere, speriamo». Naso all’insù, la situazione è questa. Il prossimo appuntamento tra enti e assessorati è per questa settimana. «E bisogna prendere un’iniziativa importante. Non c’è altro tempo». Per il vertice del Consorzio di bonifica centrale, «abbiamo le cisterne della Protezione civile. Contando lo stato di calamità decretato dai comuni della Valle del Cedrino nei giorni scorsi, significa che dal primo giugno dobbiamo essere in grado di fornire aziende, hotel, ristoranti, villaggi e senza far pesare le spese ad agricoltori e imprenditori». Per far arrivare più acqua possibile ai comuni e per farla arrivare in tempo, l’ente idrico prospetta il coinvolgimento di autobotti. «A luglio e agosto potranno viaggiare dalle 2 alle 4 di notte, mi sembra la cosa migliore per non intasare le strade e i flussi turistici».

Campanelli d’allarme La diga di Maccheronis del rio Posada, a Torpè, che rifornisce i comuni della Baronia, è al 40 per cento ed è quella messa peggio in tutta la Sardegna. Ma altrove non sorridono per niente. Arrivano infatti immagini da set post apocalittico dal lago Flumendosa, verso il Gennargentu. Qualche mucca si abbevera tra una lingua sottile di acqua rimasta e le pareti rocciose attorno. In Ogliastra gli agricoltori hanno cominciato a scavare più a fondo nelle falde acquifere ma al posto dell’acqua dolce sta salendo acqua marina.

No o forse sì Tiene banco l’idea lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Budoni, Antonio Addis, che ha annunciato un progetto pubblico-privato per costruire un dissalatore e potabilizzare l’acqua del mare a due passi. Martedì scorso Ambrogio Guiso tirava il freno: «Dissalatori? Fattibile solo come ultima soluzione».

Oggi, con l’emergenza che corre, ci ripensa. Per esempio, già ragiona sulla fattibilità: «Bisogna ragionare sui costi, sulle stazioni di pompaggio, su come fare gli allacci... vediamo, penso ci siano due modi di aiutare: con le autobotti, per cui occorrerebbe qualche settimana per organizzarci, e con i dissalatori, che richiederebbero almeno un mese».

Dei 22 milioni di metri cubi idrici di capacità, Maccheronis ne contiene in questo momento circa 8. Ma non è tutto oro blu quel che luccica, anzi. Va messa in conto la torbidità e i depositi che contiene. «Di questi, possiamo metterne in rete circa 5 milioni. Esistono le cosiddette “acque morte” – spiega Guiso – che non utilizziamo per non sporcare reti idriche e potabilizzatori».

Nuova diga Praticamente un assist per arrivare alla proposta che il Consorzio centrale caldeggia da tempo. Non «una» ma «la soluzione». Vale a dire, costruire un nuovo invaso, «la diga di Abba Luchente» nella omonima valle, dove si incontrano il fiume Posada e il Rio Mannu che scorre da Bitti, ai confini del Parco di Tepilora. «Un progetto definitivo che abbiamo da 18 anni ma mai finanziato. Ne ho parlato alla presidente Todde, era bene informata. Può incamerare 100 metri cubi d’acqua e ci farebbe guardare ai prossimi anni senza paura».

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