Ciclone Harry, verso lo stato di emergenza nazionale: risarcimenti, ecco come funziona
Il ministro Musumeci: «Mezzo miliardi di danni, la pianificazione urbanistica deve muoversi di pari passo con la pianificazione di Protezione civile»
«La pianificazione urbanistica deve muoversi di pari passo con la pianificazione di Protezione civile, purtroppo in Italia questo non è mai accaduto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il ciclone Harry si è abbattuto lasciando dietro di sé una scia di devastazione che supera il mezzo miliardo di euro di danni».
Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che ieri 22 gennaio ha spiegato come si attiveranno i fondi per i risarcimenti nei comuni danneggiati dal maltempo: «Noi stiamo seguendo esattamente quello che il Codice di Protezione Civile ci obbliga di fare. Intanto bisogna procedere, ora che è tornata una relativa calma, alla conta dei danni».
«Questo è un compito dei Comuni – ha precisato il ministro – che dovranno relazionare alle rispettive Regioni, parlo naturalmente di Sicilia, Calabria e Sardegna. E la Regione formalizza la richiesta dello stato di emergenza, oltre a poter dichiarare lo stato di emergenza regionale, lo chiamiamo così, c'è un'apposita legge che lo prevede. Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento, io proporrò e relazionerò al Consiglio dei Ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi, quindi rimuovere detriti, ostacoli, il ripristino della viabilità, della funzionalità dei servizi essenziali». (im)
