Carrello della spesa, nell’isola volano i prezzi: sono tra i più alti d’Italia
Boom di aumenti: a luglio superata la media nazionale. Cresce soprattutto il costo della frutta e della verdura
Sassari Cambiamenti climatici e guerre, non per forza in questo ordine, sono le cause più evidenti del caro prezzi. Poi ci sono quelle meno evidenti, legate perlopiù alla pura speculazione di chi ne approfitta appena può. Perché quando aumentano i prezzi del gasolio, giusto per fare un esempio, tanto vale metterci dentro anche qualche rincaro non giustificato, magari non troppo evidente che però si mimetizzi con gli indici al rialzo e garantisca profitti maggiori. Il risultato finale, che paga sempre il consumatore (e in qualche caso anche il produttore), è che i prezzi schizzano alle stelle e il potere d’acquisto crolla, perché i salari restano invariati. E la Sardegna, purtroppo, è tra le regioni italiane che pagano di più quando si tratta di prezzi al consumo.
I dati L’ultima rilevazione dell’Istat, relativa al mese scorso, dice che l’isola subisce un evidente crescita dei prezzi al consumo, superando la media nazionale. Ragionando in termini percentuali, la crescita nazionale dei prezzi al consumo è stata del 2,9 % (con tutte le regioni più ricche, dalla Lombardia al Veneto, al di sotto di questa soglia) mentre nell’isola l’aumento è stato del 3,1%.
Significa, ad esempio, che il costo del cosiddetto “carrello della spesa” è aumentato dello 0,2% in più rispetto alla media del resto del Paese. Nel dettaglio, poi, i risultati sono anche meno incoraggianti. Olbia, ad esempio, è una tra le città italiane ad aver segnato l’aumento più evidente dei prezzi al consumo: +3,8%. A Sassari l’indice dei prezzi al consumo di luglio ha registrato una variazione congiunturale (rispetto al mese precedente) del +0,7% e una variazione tendenziale (rispetto all’anno precedente) del +3,1%. Numeri che superano quelli di Cagliari dove la variazione tendenziale è stata del +2,7% e un aumento congiunturale mensile dello +0,5%. La sostanza, però, è sempre la stessa: costa tutto di più.
I prezzi Partendo dagli indici nazionali, tra i prodotti rimasti “vittime” dell’aumento sconsiderato dei prezzi ce n’è uno in particolare: il pomodoro. Secondo i dati del Centro Servizi Ortofrutticoli, le diverse varietà di pomodoro hanno registrato un aumento del prezzo compreso tra gli 1,50 euro e i 3,10 euro al chilo, con un incremento del +106%. Chiaramente, è complicato fare un prezziario preciso delle diverse varietà di pomodoro con i relativi aumenti ma si può fare un ragionamento a spanne che, però, rende l’idea. Secondo IseaMercati, un sito che registra e riporta i prezzi pagati ai produttori, i pomodori sardi verrebbero comprati dal contadino a un prezzo che varia dai 0,90 euro e 1,40 euro al chilo. Una volta sugli scaffali, prezzo risulta raddoppiato, fino a più di tre euro al chilo, come indicano le rilevazioni del centro servizi ortofrutticoli.
Un altro esempio, anche se fuori stagione e dunque legato alla scorsa annata, è il prezzo del carciofo. In alcuni “sistemi” il prezzo pagato agli agricoltori era precipitato fino agli 0,05 euro al pezzo mentre al supermercato il consumatore poteva trovarlo anche 1,50 euro al pezzo. Considerati problemi che si sono aggiunti dall’ultima raccolta del carciofo, è presumibile pensare che quest’anno i famosi “spinosi” possano raggiungere prezzi esorbitanti. Roba da ricchi, come ormai gran parte dei “freschi” che si trovano in vendita sugli scaffali di tutti i supermercati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
