Liceo Castelvì, l’appello della dirigente: «Cominciano le lezioni e mancano 9 aule»
A un giorno dall’apertura dell’anno scolastico un nuovo appello accorato arriva dal liceo Castelvì dove l’incremento di iscritti registrato quest’anno ha creato una situazione potenzialmente...
A un giorno dall’apertura dell’anno scolastico un nuovo appello accorato arriva dal liceo Castelvì dove l’incremento di iscritti registrato quest’anno ha creato una situazione potenzialmente esplosiva. Nell’istituto di piazza d’Armi (che ha sedi anche nel plesso di via Istria e nelle vicina scuola media 2) la campanella del nuovo anno suona stamattina, ma già da domani potrebbero verificarsi seri problemi legati alla mancanza di aule. «A partire dalla giornata di venerdì 12 – spiega infatti la dirigente Cristiana Piazza in una nota – rimangono ben nove classi senza aule per accoglierle, ovvero 226 alunni praticamente “fuori scuola” cioè senza collocazione alcuna a meno che non rimangano per quattro ore in piedi nei corridoi affiancati dai loro docenti in orario di servizio». Una situazione kafkiana e anche potenzialmente rischiosa tanto che la dirigente, nel dubbio, ha trasmesso una richiesta d’intervento urgente al prefetto, al dirigente scolastico provinciale e all’assessorato Edilizia e Patrimonio della Provincia pubblicandola anche sul sito web della scuola. «Nonostante abbia presentato da tempo alla Provincia richiesta di assegnazione di una sede adeguata, date le 65 classi assegnate al liceo Castelvì in organico – scrive la dirigente – a un giorno dall’inizio delle lezioni la Provincia non ha ancora risposto alle istanze a suo tempo presentate e più che adeguatamente motivate». La dirigente fa riferimento non soltanto all’estremo disagio che la scuola sta vivendo a causa della difficoltà di organizzare razionalmente l’attività didattica, ma anche alla comprensibile preoccupazione delle famiglie che sono perfettamente al corrente della situazione. «Giorno dopo giorno _ afferma la dirigente del liceo Castelvì _ i nostri appelli sia telefonici che scritti alla Provincia di Sassari vengono praticamente ignorati o elusi e sta montando sempre più la tensione e lo sconcerto tra gli operatori scolastici. Inutile nascondere che il problema è ascrivibile alle scelte, per meglio dire alle non scelte, degli enti provinciali cui è demandata la gestione e assegnazione degli stabili scolastici, non avendo i medesimi alla data attuale ancora preso alcuna posizione né fornito risposta o chiarimento». (a.me.)
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