Edifici abbandonati il Comune di Osilo in campo per il decoro

Avviso ai proprietari sul ripristino degli immobili Tetti sfondati e case cadenti: «Il centro va tutelato»

OSILO. La strategia del dialogo per risolvere le numerose situazioni di degrado e restituire il decoro che merita al paese. È quella adottata dall’amministrazione comunale guidata da Giovanni Ligios, con un avviso per «sensibilizzare i proprietari di fabbricati fatiscenti e in stato di incuria generalizzata, ubicati nel territorio comunale, al fine di avviare insieme un percorso volto alla prevenzione ed alla risoluzione di tutte le situazioni di degrado urbano». L’invito rivolto a tutti i cittadini è quello a «valutare lo stato di conservazione dei propri fabbricati, soprattutto quelli abbandonati e/o inutilizzati e di interrogarsi sulla opportunità di proseguire nel crescente peggioramento della qualità urbana con riflessi negativi sulla pubblica e privata incolumità, sull’igiene pubblica e sulla complessiva immagine che il paese dà di sé». Quello dell’incuria e del degrado, è un problema che affligge Osilo ormai da decenni. Edifici abbandonati, spesso in condizioni di totale fatiscenza, qualche volta con i tetti sfondati e i muri crollati su se stessi, caratterizzano molte delle vie del centro storico, e davvero rappresentano, oltre che una ferita a un contesto per altri versi pregevole, un rischio costante per l’incolumità e la salute pubblica. Una situazione che è il risultato, pressoché inevitabile, dell’esodo quasi “biblico” che ha interessato il paese negli ultimi cinquant’anni, con la sua popolazione che si è più che dimezzata, passando dagli oltre seimila abitanti della fine degli anni Cinquanta, ai poco più di tremila attuali. Un fenomeno sul quale spesso il paese si è interrogato, anche in considerazione del fatto che il trend dello spopolamento riguarda di norma i paesi delle zone più interne, mentre quelli dell’hinterland sassarese hanno conosciuto tutti, nessuno escluso, una crescita costante.

Tranne Osilo, che fra le conseguenze dello spopolamento annovera anche l’invecchiamento costante della sua popolazione, che ha portato il suo “indice di vecchiaia” (il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100 a 245,7 (dati 2014), mentre quello della provincia di Sassari è di 180,9, quello della Sardegna 180,7 e quello dell’Italia nel suo complesso 157,7. Da qui, l’abbandono di intere porzioni del centro storico, e le situazioni di incuria di molte abitazioni. E da qui, l’invito del sindaco, che per il momento è impostato sul dialogo e la condivisione, ma che non esclude altri strumenti di cui il Comune può disporre. «È evidente infatti - si legge ancora nell’avviso pubblicato nei giorni scorsi - che alcuni fabbricati versano in uno stato di totale abbandono e prima di agire con provvedimenti caratterizzati da un’ordinanza sindacale più decisa, si ritiene importante coinvolgere la popolazione su destino di tali proprietà». L’impegno è quello di avviare, a partire dal mese di gennaio, un tavolo di confronto, per far emergere «le aspirazioni e gli obiettivi che insieme intendiamo realizzare».

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