Dopo quattro anni dissequestrata la Torre dei Doria

Santa Maria Coghinas, lavori di restauro non a regola d’arte Il sindaco: «Ora potremo almeno sistemare l’area esterna»

SANTA MARIA COGHINAS. È stata dissequestrata dal giudice monocratico di Sassari la Torre dei Doria alla quale il Corpo forestale aveva messo i sigilli perché la struttura era pericolante e poco sicura per i visitatori. Con il provvedimento del magistrato, firmato il 21 dicembre del 2016, la fortificazione medievale viene riconsegnata a pieno titolo all’amministrazione comunale di Santa Maria Coghinas, nelle mani del sindaco Pietro Carbini.

Sono passati quattro anni da quando la Torre dei Doria, uno dei gioielli del patrimonio artistico e culturale della Bassa Valle del Coghinas, venne sottoposto a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria che ravvisò diverse illegittimità nei confronti della ditta che aveva eseguito i lavori di restauro. Restauro che era stato finanziato dalle Regione con un contributo di 250mila euro.

Infatti, dopo un primo sequestro operato nel 2009 a causa dell’abbattimento della cinta muraria risalente al 1200 per consentire ai mezzi di accedere al cantiere, i lavori erano proseguiti fino a ottobre 2012. In seguito un altro decreto di sequestro venne emanato dalla Procura di Sassari. In quest’ultima circostanza veniva dichiarato lo stato di inagibilità a seguito di una visita ispettiva che aveva riscontrato alcune criticità nell'esecuzione dei lavori e la pericolosità strutturale della Torre. Infatti era stato appurato che erano assenti i parapetti e le protezioni di sicurezza a porte e finestre. Anche le scale realizzate in legno non erano a norma in quanto ripide e strette tanto da renderle pericolose per eventuali visitatori.

«Abbiamo vinto una lunga battaglia – afferma il sindaco di Santa Maria Coghinas, Pietro Carbini –. Naturalmente ancora non potremo aprire la Torre ai visitatori perché permane lo stato di pericolo, però si potranno eseguire dei lavori all’esterno e rendere fruibile l’area circostante».

L'amministrazione comunale coghinese aveva chiesto il dissequestro più volte per effettuare la pulizia del sottobosco, e la sfrondatura degli alberi che ricadono nell'area attigua al castello, sia per la prevenzione degli incendi sia a tutela del patrimonio archeologico. Infatti nel corso di questi anni il complesso fortificato di Casteldoria è stato ricoperto da una manto di vegetazione che metteva a rischio l'integrità della stessa struttura, e questo fenomeno in particolare si stava verificando a carico della cisterna e dei ruderi presenti intorno al mastio pentagonale. «Ora ci auspichiamo - conclude il primo cittadino - che entro la prossima primavera l'area antistante la Torre possa essere fruibile ai visitatori poi ci adopereremo affinchè anche al suo interno possano usufruire degli spazi gli amanti di questo genere di tesori archeologici».

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