La Nuova Sardegna

Sassari

La lingua delle campagne materia per un dottorato

di Vincenzo Masia
La lingua delle campagne materia per un dottorato

Ittiri, Comune e Università siglano una convenzione per la ricerca toponomastica Lo studio sul campo si svilupperà intervistando pastori e contadini del paese

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Idi Vincenzo Masia

ITTIRI. La ricerca linguistica, toponomastica e antropologica saranno i pilastri di un Dottorato di ricerca che verrà attivato grazie ad una convenzione fra il Comune di Ittiri e l’Università di Sassari (Corso di Lingue, letterature e culture dell'età moderna e Contemporanea).

Il titolo del dottorato è “Una ricerca toponomastica in Sardegna: tra linguistica, antropologia e geografia. Il territorio di Ittiri” e avrà la durata di tre anni e che partirà dal 2018. L’Università ha già selezionato Gianluca Pisanu. “L Amministrazione Comunale, si legge in una nota dell’assessore alla Cultura, Baingio Cuccu, crede fortemente in questo progetto finalizzato alla tutela dell'identità territoriale, dell’aspetto linguistico-culturale, ma anche antropologico. Questo tipo di ricerca, prosegue la nota, può aiutarci a comprendere meglio come e quanto i nomi del luogo siano produttivi nella cultura contemporanea e nel rapporto che le comunità intrattengono con il territorio. Il lavoro verterà, principalmente, su ricerca e raccolta di materiale toponomastico e schedatura sistematica di corrispondenza fra radici lessicali ed elementi modificanti di tali radici, sentendo pastori, contadini e cittadini che conoscono e vivono il proprio territorio. Una parte della ricerca si svilupperà a livello sociolinguistico per accertare la conoscenza e il tipo di conoscenza della toponomastica fra diversi gruppi della comunità linguistica. La ricerca, pertanto, offrirà risultati più che interessanti alla comunità scientifica, alle istituzioni e agli operatori economici proprio perché metterà a sistema l'origine e il significato del nome di luogo e la catena eterogenea di aspetti percettivi e identitari connessi. «Il frutto di questa importante ricerca – dichiara l'Assessore Cuccu – sarà una ricaduta sociale e rallenterà, quanto meno, il processo di perdita di una serie di nomi sempre meno noti agli individui e ai gruppi. Fotografare un patrimonio toponomastico - conclude Cuccu – influirà sul processo di erosione della conoscenza del territorio».

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