Pane, frutta e verdura in dono a chi ne ha bisogno

In via Turritana e in via Capo d’Oro commercianti in soccorso dei più poveri I pochi esercenti aperti aiutano chi è chiuso: «Io barista, ora consegno la spesa»

SASSARI. Nel deserto di via Turritana, nel silenzio dei vicoli, dei budelli e delle piazzette di questa parte di centro storico, dove convivono da anni sassaresi e stranieri, nessuno morirà di fame.

In questa piccola comunità orfana delle grida gioiose dei bambini, delle risate degli studenti e delle voci sguaiate e divertenti degli anziani – colonna sonora inimitabile dei circoli della città vecchia – in questi giorni in cui al quartiere manca quasi tutto per sentirsi vivo, una sola cosa non è scomparsa: la solidarietà.

Tra questi vecchi palazzi scrostati e queste serrande abbassate ancora prima che fosse un decreto o un’ordinanza a ordinarlo, ci si conosce tutti e per i pochi che in questi giorni hanno la fortuna di poter continuare a lavorare è stato normale pensare anche agli altri. Da qualche giorno all’angolo tra via Turritana e via Università, accanto all’ingresso della storica “frutta e verdura” aperta nel 1959, è comparso un espositore con dei sacchetti chiusi e sopra un cartello che invita i passanti o lasciare da parte la vergogna: “Nelle nostre possibilità vogliamo darvi un piccolo contributo, qualora ne avessi necessità puoi prendere un sacchetto. Te lo offriamo noi”.

«L’idea è venuta a mio nipote – spiega Angela Del Rio titolare dell’attività – e mi è sembrata una cosa giusta in questo momento terribile per tutti. Nel sacchetto – spiega la commerciante – ci sono patate, lattuga, mele, banane e qualche pomodoro. Un piccolo aiuto che consente alle famiglie del quartiere di andare avanti». La serrata improvvisa, qui come negli altri quartieri, ha messo in ginocchio tutte quelle attività che la mattina non possono sollevare la serranda. «A 40 anni – spiega il titolare di un bar della zona – mi sono reinventato fattorino e fino a quando non potrò riaprire faccio le consegne in scooter per conto di un piccolo negozio del quartiere che mi ha dato questa possibilità». A pochi passi da piazza Università, in via Capo D’Oro, Valentina Carta e la mamma Adelaide hanno sistemato un banchetto davanti alla vetrina della loro salumeria con una scritta dolce come una carezza: “il pane non deve mancare a nessuno, questo lo doniamo noi”. «È il momento di essere tutti uniti come comunità – spiega Valentina – il nostro è un piccolo gesto, ma lo facciamo con il cuore». Gli aiuti arrivano anche qualche metro più avanti, in via Università, nell’altro negozio storico della zona. «Cerchiamo di dare una mano a chi ne ha bisogno – spiega Pinuccio Mangatia, titolare dell’antica salumeria – e da queste parti sono tante le persone in grossa difficoltà. In questi giorni – aggiunge il commerciante – il nostro pensiero va ai nostri colleghi e amici che hanno dovuto chiudere bar, ristoranti e altre attività e ora si trovano a dover fare i conti con la crisi». Ma qualche isolato più giù, al corso Vittorio Emanuele, c’è anche chi, nonostante le serrande abbassate, ha trovato il modo di fare del bene al prossimo. La Merceria Urzati di Donatella Pintori ad esempio, ha tirato fuori dal magazzino un centinaio di camici e li ha donati ai medici sassaresi impegnati nell’emergenza. Un altro piccolo tassello che consentirà al quartiere, quanto un giorno tornerà il vociare dei bambini, di sentirsi una comunità ancora più unita.

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